Manager Asl, rischio trappola per la Giunta
Certa la scelta di Sorrentino, ma parte della maggioranza non ha gradito l’affondamento di Zavattaro
CAGLIARI. Sorrentino sarà il super manager di Unica, ma gli ultimi cento metri prima della nomina (martedì prossimo?) potrebbero nascondere più di una trappola per la Giunta e il centrosinistra. A muoversi a favore o contro la promozione dell'attuale commissario della Azienda universitaria di Cagliari sono in molti. Ad esempio c'è chi ha gettato nell'arena delle polemiche la presenza ingombrante di una lobby dei sardi. Lobby che avrebbe prima bloccato la nomina del forestieroFrancesco Zavattaro, scelto dall'assessorato alla Sanità, e subito dopo avrebbe brigato per far passare, riuscendoci, Sorrentino. Per sostenere questa versione, alcuni hanno ricordato quanto accaduto diverse Giunte fa, con allora ben sette assessori su dodici contrari a Zavattaro. Secondo chi parla di un possibile complotto, da quel momento la lobby avrebbe scatenato un bombardamento per mettere in difficoltà Luigi Arru, che di quella prima nomina s'era assunto piena responsabilità. Però ora potrebbe esserci la replica proprio dell'assessore, con una controproposta dell'ultim'ora per contrastare l'ascesa del candidato voluto dagli anti-Zavattaro. Ancora secondo questa versione i complottisti vorrebbero, in un modo o nell'altro, continuare a tenere sotto controllo il mondo delle Asl. Un tutoraggio, è la seconda parte del ragionamento, difficile da realizzare se - come doveva essere - il super manager fosse arrivato invece dalla penisola. Mentre con la nomina di un sardo, è la tesi d’accusa, ci sarà chi continuerà a mettere mano seppure per vie traverse su un colosso, la sanità, che manovra tre miliardi l’anno. Ma dal fronte opposto dicono esattamente il contrario e cioè che è stato l'assessorato a giocarsi la carta del direttore generale forestiero. Perché lo avrebbe fatto? Perché non vuole perdere potere, è la risposta. Per rendere ancora più chiaro il concetto, è indispensabile una spiegazione. Questa: almeno all'inizio del mandato chiunque fosse arrivato da fuori sarebbe dovuto essere "guidato" nell'accorpamento delle Aziende e quindi l'assessorato avrebbe avuto comunque un ruolo di balia. Ruolo invece non necessario se a governare il processo sarà un sardo, che già conosce il mondo, molto complicato, della sanità isolana. Così mentre da una parte e dall'altra circolano un'infinità di nomi su come sarà composto lo staff del prossimo manager, che sarà Sorrentino, molti ipotizzano un clamoroso strappo in Giunta. Fra chi? Fra il presidente Pigliaru e il suo assessore. E nei prossimi giorni, Luigi Arru potrebbe persino dire di non gradire che la sua scelta (Zavattaro) sia stata bocciata così in malomodo da una presunta lobby. Anzi, sono in molti a ricordare che, a suo tempo, fu proprio il governatore a dire: «Il direttore generale dell’Asl unica non sarà un sardo». Per chiudere con una domanda: come mai oggi proprio Pigliaru sembra essere diventato invece il primo sponsor di un manager nostrano? Una risposta secca non c'è, ma è chiaro che, in questa partita, i complicati rapporti fra Giunta e maggioranza abbiano avuto eccome un peso. Ma nessuno s’è voluto infilare nel tunnel di una crisi al buio. Qualcuno andava sacrificato a torto o a ragione e sul patibolo è finito lo straniero, ma ora (a meno che il rimpasto non sia stato già deciso) sarebbe rischioso che un altro condannato fosse Arru. In attesa degli eventi, la Giunta ha prorogato fino a dicembre l’incarico ai commissari di sette Asl. Non c’è Sassari, perché da gennaio spetterà a quel futuro super manager accorpare le altre. (ua)
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