La Nuova Sardegna

Alcoa, la Regione apre agli operai

di Tamara Peddis

Sit in a Cagliari, il presidente Pigliaru incontrerà i sindacati il 3 ottobre

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IGLESIAS. Dopo l'incontro del 13 settembre al ministero dello Sviluppo economico non hanno saputo più nulla sulla vertenza Alcoa di Portovesme, così ieri mattina a Cagliari una delegazione di circa trenta sindacalisti hanno presidiato davanti alla sede istituzionale della presidenza della Regione, Villa Devoto, per chiedere un incontro con il presidente Francesco Pigliaru: «Vorremo sapere - hanno detto i rappresentanti sindacali di Fiom, Fsm, Uil, Cub – come sta procedendo la vertenza, se l'Alcoa ha accettato la proposta del ministero di fermare per circa 18 mesi lo smantellamento degli impianti, quali possibili acquirenti sono interessati e soprattutto la necessità di garantire per il prossimo anno gli ammortizzatori sociali che il 31 dicembre scadranno per 250 lavoratori, tra diretti e indotto».

In tarda mattinata, mentre i lavoratori proseguivano con il sit-in, è arrivata la risposta del presidente Pigliaru che ha convocato l'incontro richiesto dai rappresentanti dei lavoratori per il 3 ottobre, alle 11, nella sala riunioni della torre in viale Trento, a Cagliari.

«La nostra richiesta di incontro riguarda principalmente la garanzia di ottenere un sostegno al reddito dal 1 gennaio 2017 per chi, come nel nostro, caso terminerà la mobilità il prossimo 31 dicembre – ha spiegato Bruno Usai della Cgil m– sappiamo che il governo dovrà firmare il decreto sulle aree di crisi complessa, ma è necessaria anche un’integrazione da parte della Regione per dare la possibilità ai 250 lavoratori e alle loro famiglie di poter vivere almeno con un sostegno di 800 euro al mese».

Nell'ambito delle aree di crisi complessa, infatti, è dedicato un intervento per coloro che nell'arco del 2016 hanno già concluso la fase di mobilità. Questi lavoratori potranno beneficiare di un sostegno di 500 euro mensili per 12 mesi, a patto che si rendano disponibili a interventi di politiche attive promossi dalla Regione, che dovrà investire parte delle risorse sui corsi di formazione per incrementare il sostegno al reddito dei lavoratori.

Nel prossimo incontro fisssato per il 3 ottobre, il presidente Pigliaru presenterà le azioni che la Regione intende mettere in atto su questo fronte. Oltre al problema del sostegno economico, per i lavoratori ex Alcoa c'è anche la preoccupazione legata alla ripresa produttiva della fabbrica di alluminio. Dopo che la multinazionale Glencore è rimasta fuori dalla trattativa di cessione dello stabilimento l’unica speranza è da ricercare nelle capacità del il ministero dello Sviluppo economico di trovare un altro possibile acquirente.

Il ministro Carlo Calenda è a lavoro per trovare nuovi imprenditori che possano essere interessati alla fabbrica di alluminio di Portovesme e che siano in grado di riaccendere la speranza nell’animo dei lavoratori che, ormai da anni, attendono di conoscere il loro futuro.

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