Sulla differenziata dati fermi al 2014 ma il trend cresce
SASSARI. L’inizio non è rassicurante. I dati sulla raccolta differenziata registrati in Regione sono fermi al 2014. Più che un argomento di stretta attualità sembra il registro storico di un’usanza...
SASSARI. L’inizio non è rassicurante. I dati sulla raccolta differenziata registrati in Regione sono fermi al 2014. Più che un argomento di stretta attualità sembra il registro storico di un’usanza demodè. Ma, a volte, anche i capi d’abbigliamento dimenticati negli armadi possono ritornare utili. Nel 2014 la Sardegna aveva otto province – e forse potrebbe averle ancora – e la più virtuosa era quella del Medio Campidano che aveva raggiunto il 66,4 per cento ma, considerando che l’anno prima, ovvero il 2013, la percentuale era del 63,4 per cento è presumibile che negli ultimi due anni possa essere a cresciuta. In seconda posizione, ormai quasi tre anni fa, c’era la provincia di Oristano con il 64,9 per centro dei rifiuti differenziati mentre seguiva a ruota l’Ogliastra dove si era arrivati al 64 per cento netto.
Le pecore nere erano tutte al nord: il peggior dato arrivava da Olbia-Tempio che aveva messo insieme un misero 40,3 per cento ma Sassari non se la passava molto meglio dato che non raggiungeva il 50 per cento e si era fermata al 49,4. in ogni caso è possibile che negli ultimi anni anche Olbia - Tempio e Sassari si siano messe in riga dato che nel 2013 la prima era ferma al 37 per cento mentre la seconda era più avanti ma comunque confinata al 46,6 per cento. Cosa sia successo negli ultimi due anni, dunque, è solo ipotizzabile. Ma se i dati riportati dai sindaci dovessero essere confermati vorrebbe dire che la raccolta differenziata è in forte crescita, in attesa che la Regione ritorni perlomeno al presente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google