Una delibera esclude Alghero dall’area di crisi complessa di Porto Torres
La scelta della giunta vista come un atto ostile dal sindaco Mario Bruno: decisione incomprensibile
ALGHERO. Alghero è fuori dall’Area di crisi complessa di Porto Torres. La delibera licenziata dalla giunta regionale il 30 settembre parla chiaro. Al netto delle motivazioni tecniche, nella Riviera del Corallo la decisione del governo regionale è stata accolta come l’ennesimo atto di ostilità. A giudicare dalle reazioni dei due principali rappresentanti istituzionali di Alghero, il sindaco Mario Bruno e il consigliere regionale Marco Tedde, è scontro aperto.
Nel dicembre del 2015 l’amministrazione Pigliaru aveva presentato al ministero dello Sviluppo economico l’istanza per il riconoscimento per il polo di Porto Torres di “Area di crisi industriale complessa”, motivando la decisione con la «recessione economica e occupazionale di rilevanza nazionale, legata alla deindustrializzazione di uno dei più importanti complessi industriali del settore petrolchimico e alle incertezze sull’attuazione del progetto di riconversione attraverso la chimica verde». La perimetrazione inizialmente proposta comprendeva Alghero, ma dopo il confronto con il ministero la giunta regionale ha adeguato la delimitazione territoriale dell’area per «renderla conforme ai criteri del decreto ministeriale del 2013», come recita la delibera.
«L’esclusione è sconcertante e inaccettabile», tuona Mario Bruno, che ha scritto al presidente Pigliaru. «Da dieci anni Alghero fa i conti con la recessione economica e una emorragia occupazionale e produttiva preoccupante», spiega. «Lavoriamo per alleviare l’esasperazione e la rabbia dei lavoratori e dei comparti più in crisi», prosegue. «Questa decisione è pericolosa, ingiustificata e incomprensibile – scrive ancora – e comporterà un danno enorme perché impedisce di attivare i progetti di recupero ambientale, efficientamento energetico, infrastrutturazione, riqualificazione e riconversione industriale nella zona di San Marco». Progetti, sottolinea il sindaco, «proposti all’assessorato all’Industria e inseriti nel dossier inviato alla Regione». Bruno è allibito. «Ci opporremo», dichiara. Oggi terrà una conferenza stampa ad hoc.
«L’esclusione rientra nel progetto della Regione di affossare il territorio», accusa il vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Marco Tedde. L’ex sindaco di Alghero si chiede «quali alibi Pigliaru e la sua giunta contrabbanderanno per giustificare la scelta» e ritiene che «dopo il mancato varo delle politiche di sostegno al traffico aereo low cost, questo sia l’ennesimo schiaffo alla città». Per Tedde «è una scelta aberrante, che rischia di far sprofondare Alghero in una voragine dalla quale sarà difficile uscire». La conta dei danni è appena iniziata.
«La perdita di 230mila passeggeri nei primi otto mesi dell’anno, 48mila solo in agosto, significano un buco di 130milioni di euro», dice il consigliere d’opposizione, secondo cui «Alghero ha titolo per essere ricompreso nell’Area di crisi complessa». E ora «è il momento di organizzare la reazione della comunità algherese, che boccheggia per una crisi economica indotta dall’incapacità di chi ci governa».
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