Sangue e cadaveri nell’area industriale ma è una scenografia
Olbia, l’allarme viene lanciato da due operai terrorizzati Arriva la polizia, ma è solo un set per scene horror
OLBIA. Il corpo riverso a terra, senza un braccio, tre forbici infilzate nella schiena e sangue dappertutto. Poco più in là, un altro cadavere martoriato dalle ferite e fatto a pezzi. Una carneficina. È scattato l’allarme ieri mattina per un duplice omicidio in zona industriale che ha mobilitato forze dell’ordine e soccorsi. Ma i cadaveri erano manichini e il sangue, vernice colorata. Niente morti ammazzati, nessun killer a cui dare la caccia. Bensì la scenografia ultra reale della Casa degli orrori, la “Haunted House Anna Red Rose”, una casa abbandonata che si trova in un angolo buio e sperduto della zona industriale, che due giovani fidanzati galluresi, Andrea Smaldini e Annalisa Muntoni, insieme ad alcuni amici amanti dell’horror, hanno trasformato in un luogo di divertimento per gli appassionati del brivido. Un’emozione che i due operai che hanno telefonato al 112 segnalando la carneficina, si sarebbero sicuramente risparmiati volentieri. Ignari di tutto, mentre andavano a lavorare hanno intravisto da una porta aperta del capannone – struttura che insieme alla casa fa parte del tour dell’orrore – – una scena agghiacciante: cadaveri a pezzi in una pozza di sangue. Terrorizzati hanno preso il cellulare e hanno dato l’allarme. In zona industriale, là dove indicato dalla telefonata, sono arrivati a sirene spiegate i carabinieri e l’ambulanza del 118 con i medici. La sorpresa è stata grande: niente cadaveri, solo manichini con ferite di arma da taglio e grondanti di vernice rossa. L’allarme è rientrato immediatamente. Nessuna scena del crimine ma la location che da circa un anno attira giovani in cerca di serate alternative: un capannone, quello dove sono stati trovati i due cadaveri (di proprietà della compagnia portuale Corridoni) e una vecchia casa abbandonata dal 1985, che Andrea Smaldini (originario di Palau) e la sua fidanzata hanno trasformato nel miglior set di un film dell’orrore.
«Non mi aspettavo tutto questo putiferio – dice sorpreso Andrea – L’attività è regolare, abbiamo le autorizzazioni necessarie per le serate. Mi dispiace per i due operai che si sono spaventati e per la mobilitazione che c’è stata. Abbiamo dimenticato la porta aperta, capiamo la reazione dei due perché le scenografie sono effettivamente ultra reali. Viene rappresentato il duplice omicidio di due donne. C’è proprio una storia che viene raccontata attraverso gli indizi da scovare e seguire».
Un tour nell’orrore ieri fuori programma.
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