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Sel non vuole sparire e punta sui sindaci

Sel non vuole sparire e punta sui sindaci

Gli ex vendoliani sardi: no a Sinistra italiana. Convegno con Zedda, il Pd Decaro e l’ex 5 Stelle Pizzarotti

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CAGLIARI. Sel nazionale non esisterà più, è a un passo dal nebulizzarsi per diventare chissà cosa. Invece Sel sarda non vuole morire e neanche essere spazzata via da «frettolose decisioni romane» come pare essere Sinistra Italiana. È dentro una pentola a pressione in ebollizione che sabato Sel da ha organizzato un convegno-laboratorio sul suo futuro. C’è chi lo chiama già un embrione del prossimo partito dei sindaci, o di chi vuole «governare i processi politici per poi governare non solo in Sardegna ma anche a Roma», è l’obiettivo dichiarato. Qualunque cosa accadrà dentro e fuori Sel, sabato il punto di partenza sarà questo: «Dal buongoverno (scritto tutto attaccato) delle città le idee per superare la crisi e far rinascere il Paese», è il titolo dell’appuntamento: dalle 10.30 al Palazzo Viceregio di Cagliari. La locandina fa sapere che i protagonisti saranno proprio i sindaci: Massimo Zedda (Cagliari), Antonio Decaro (Bari e presidente appena eletto dell’Associazione nazionale dei Comuni) e Federico Pizzarotti. Nel dettaglio il primo è di Sel, mentre Decaro è del Pd in cui fa parte dell’area renziana che guarda più a sinistra che al centro. Infine c’è Pizzarotti, l’ex Cinque Stelle più famoso d’Italia. Tre storie troppo diverse per andare d’accordo? «No», è stata la risposta del consigliere regionale di Sel Francesco Agus, che tra l’altro introdurrà i lavori insieme al senatore Dario Stefàno anche lui di Sel. Rispondere mo non basta e infatti ecco la spiegazione: «Vogliamo ripartire da quanto di buono ed è molto, questi tre sindaci hanno fatto nelle loro città. Perché solo se si prende esempio dalle buone amministrazioni l’Italia può ripartire, mentre col prossimo referendum il Governo vuole accentrare ancora di più potere su Roma». È in estrema sintesi quello che hanno detto, nella presentazione, oltre ad Agus, Francesca Ghirra (assessore comunale all’Urbanistica), i consiglieri comunali Matteo Massa e Andrea Dettori e il coordinatore cittadino Sandro Serreli. Perché Sel voterà No al referendum di dicembre, anche se fra loro non mancano ancora gli indecisi, ma non in contrapposizione a Renzi. «Noi questo Governo, in cui ci sono pezzi del centrodestra, nono lo sosteniamo, mentre vogliamo che l’Italia sia di nuovo governata da un vero centrosinistra». Se questo è lo scenario, almeno lo potrebbe essere da dicembre in poi, Sel sarda non vuole morire per eutanasia: «Anzi, noi crediamo – è stato detto – che quell’epilogo non sia scontato come qualcuno fa credere e poi come si può sciogliere un partito che, a Cagiari, ha eletto un sindaco al primo turno, Zedda, e conquistato un ottimo 8 per cento dei voti?». Non è possibile, dicono gli organizzatori del laboratorio, e dunque il blocco da cui scattare di nuovo è proprio quello dei sindaci. Concetto rinforzato dal senatore Luciano Uras (Sel): «Alle esperienze virtuose di bravi e giovani amministratori vanno dobbiamo dare un respiro nazionale, per rilanciare i valori della democrazia e della solidarietà. Solo così e insieme l’Italia potrà uscire dalla crisi».

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