Una ripresa ancora modesta per l’economia
I dati di Bankitalia illustrati a Olbia con Confindustria confermano un sistema ancora fragile
OLBIA. Quadro nero per l’occupazione, segno positivo per il turismo (con il contributo del crocieristico), con un traffico passeggeri complessivo nell’isola di più 34% cresciuto del 19,1 rispetto all’anno precedente.
Verso il basso la produzione industriale, che trascina giù l’export. Incoraggianti, anche se timidi, segnali di crescita dell’agroalimentare. Ma il dato che distingue lo stato di salute dell’isola è l’andamento del mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda i giovani sotto i 34 anni. Le rilevazioni Istat del primo semestre 2016 dicono che il numero degli occupati è diminuito dell’1,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015, interrompendo l’andamento positivo degli ultimi due anni.
Rallentamento. Nell’insieme la Sardegna conferma segnali di modesta espansione del sistema economico, «ma sono diffusi – spiega il direttore di Banca d’Italia in Sardegna Luigi Bettoni – i timori di rallentamento che derivano dal peggioramento del quadro complessivo nazionale e internazionale». È la sintesi dell’aggiornamento congiunturale dell’economia regionale presentato da Banca d’Italia a Olbia. Le maggiori sofferenze si registrano nelle costruzioni.
Il rischio. Uno scenario che gli imprenditori riuniti in Confindustria osservano con il bicchiere mezzo pieno dell’ottimismo, e tuttavia non esultano: «Italia e Sardegna – analizza Pier Luigi Pinna, da cinque anni presidente dell’associazione degli imprenditori del Nord Sardegna – devono eliminare i rallentamenti imposti dalla burocrazia. Oggi il mondo è regolato dalla globalizzazione, nessuno si può isolare. Ci sono criticità ma anche opportunità. Se non si eliminano lacci e lacciuoli che frenano il sistema, si rischia di uscire fuori dal mercato. Il ruolo di motore dello sviluppo va riconosciuto alle imprese».
Un richiamo alle politiche regionali, avvertite poco dinamiche nell’assicurare il «clima favorevole» di cui le imprese necessitano per operare con maggiore successo. Tanto più oggi, che si trovano affiancate anche, come è il caso del Polo universitario di Olbia, da attività di ricerca sempre più orientate sulla “terza missione”, ossia, come nota la docente Lucia Giovanelli, dell’Università di Sassari, presidente del corso di laurea in Economia e management del turismo, «la capacità dell’università di rendere servizio al territorio». Disponibilità che non è accompagnata, denuncia Francesco Muntoni, manager di Delphina, società leader nel settore turistico in Gallura, da un’attività amministrativa efficace della Regione, che, anzi, «è ferma».
Le cifre. L’occupazione è un termometro, con un indice medio del 49,6%. Il numero dei disoccupati cala del 3,6%. Il tasso di disoccupazione è diminuito di 1,8 punti percentuali su base annua, attestandosi al 17,7% nella media del semestre. I dati della Regione indicano una diminuzione del numero degli avviamenti al lavoro pari al 20,3%. Il numero delle assunzioni delle persone tra i 15 e i 34 anni si è ridotto del 13,1%. Decisamente verso il basso i nuovi contratti a tempo indeterminato (-32,8%).
Flessione sul fronte delle aziende attive nelle costruzioni (-1.2%), anche se leggermente risalgono i mutui. Stenta a irrobustirsi la lieve ripresa del primo semestre nel commercio.Resta alta in Sardegna la barra dei crediti in sofferenza nei comparti produttivi (10.3%), sebbene più basso degli anni scorsi quando è stato oltre i 10 punti più alto della media nazionale. (gpm)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
