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Pecorino, troppa confusione

L’associazione chiede che si trovi una strategia condivisa

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CAGLIARI. Nella polemica ancora rovente sul costo del latte interviene la Copagri. «Confusione e polemiche non risolvono il problema del prezzo del latte ovino». È la posizione assunta da Copagri sugli effetti negativi della sovrapproduzione di pecorino romano. «Dobbiamo preoccuparci di avere la garanzia di un’equa ripartizione del valore tra i vari soggetti della filiera evitando che la crisi la subisca solo il pastore – spiega il presidente di Copagri Ignazio Cirronis –, unico incolpevole se si è prodotto più pecorino romano e meno altri formaggi pecorini. Intanto per la prossima annata dobbiamo evitare di ripetere gli errori compiuti nelle annate precedenti. L’autoregolamentazione della produzione delle dop è un ottimo strumento, ma ha un senso se viene rispettata da tutti i soggetti che l'hanno approvata». Per evitare che il prezzo del latte ritorni a scendere, secondo l'associazione la Regione dovrebbe «legare la concessione di benefici pubblici a favore dei trasformatori al rispetto dei programmi di autoregolamentazione produttiva». Poi, «approvare un piano sperimentale che coinvolga Università e Agris, un campione rappresentativo di aziende nel territorio e alcuni caseifici al fine di favorire la destagionalizzazione delle produzioni», e ancora garantire «coordinamento e vigilanza sulla buona riuscita dell’organizzazione interprofessionale che sarà costituita a breve. Questo strumento, rappresentativo dell'intera filiera potrà consentire di avere trasparenza sui dati produttivi e di mercato, compiere studi per allargare il mercato, promuovere la qualità delle produzioni».

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