Gelli: «Con il Sì sanità più giusta»
Il deputato del Pd spinge la riforma costituzionale coi comitati «L’Italia in salute»
CAGLIARI. «Il sistema federalista ha fallito, in Italia esistono ventuno sistemi sanitari regionali e non tutti funzionano bene. Ben otto sono commissariati. Con la Riforma costituzionale diamo più forza e centralità allo Stato che definirà le disposizioni generali, lasciando alle regioni, come competenza esclusiva, l'organizzazione e la programmazione». Lo ha detto il deputato e responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, alla presentazione dei Comitati «Sì per un'Italia in Salute».
Secondo il Partito democratico è stato giusto anche in vista del prossimo referendum costituzionale «dar vita a comitati tematici perché il dibattito – ha aggiunto il parlamentare – finora è stato in troppo legato agli slogan, alle contrapposizione e ai litigi senza entrare nel merito della riforma».
Cosa succederà nella sanità se vincerà il Sì ? «Le Regioni virtuose non avranno nulla da temere – è stata la risposta di Federico Gelli – Quelle che non hanno saputo usare bene questa delega in bianco, verranno affiancate dallo Stato.
Nel caso in cui dovesse vincere il Sì quali saranno i modelli di confronto? «Saranno in base ai parametri già previsti per le Regioni che non rispettano i principi economici e i livelli essenziali di assistenza ma conterà soprattutto che nelle disposizioni saranno previste una serie di valori minimi in grado di garantire e tutelate in tutto il diritto alla sanità in tutto il territorio nazionale».
Per il responsabile sanità del Pd, non ci sono dubbi: «Con la vittoria del Sì, sarà messa fine alle derive federaliste che hanno portato in questi anni all’esplosione della spesa e all’aumentare del quel gap storico tra Nord e Sud del Paese. Il sistema sanitario a quel punto trarrà straordinari vantaggi e potremmo garantire una maggiore equità ed uniformità dei livelli essenziali di assistenza».
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