Delrio: il Sì per un Paese più forte
Il ministro dei Trasporti a Oristano. Pigliaru: attenti alle bufale dei contrari
ORISTANO. «Questa riforma della Costituzione non sarà la cura di tutti i mali ma se vince il Si sarà sicuramente un passo avanti verso un paese più forte e più giusto, se vince il No la colpa non sarà dei cittadini ma si aprirebbe un clima di instabilità come quello di tre anni fa quando non avevamo un governo e non riuscivamo neanche a eleggere il presidente della Repubblica». Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ama i toni soft e non si è smentito neanche a Oristano dove ieri ha lanciato il suo appello a favore del Sì davanti a un centinaio di persone che gremivano l'auditorium dell'Hospitalis Sancti Antoni. Al suo fianco il presidente della Regione Francesco Pigliaru, col quale in qualche modo si sono un po' divisi i compiti, il segretario cittadino del Pd Alberto Boasso che ha fatto da moderatore, la deputata Caterina Pes e i consiglieri regionali Antonio Solinas e Mario Tendas. In prima fila tra il pubblico invece l'assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana, il senatore Gian Piero Scanu, il vicesindaco di Oristano Giuseppina Uda, il sindaco Guido Tendas, l'assessore alla Cultura e ai Servizi sociali Maria Obinu e il presidente del Consorzio industriale Massimiliano Daga. Nella divisione dei compiti al presidente Pigliaru è toccato quello di smontare le «bufale messe in giro dai sostenitori del No», cominciando dal presunto attentato alla specialità della Sardegna per finire alle false accuse di eccessivo centralismo e di riforma in salsa autoritaria dello Stato. «Io ci metto la faccia, si vince solo se si appare per quelli che siamo e noi, ha detto, siamo quelli che abbiamo il coraggio di cambiare».
Il ministro Delrio è entrato nel merito della riforma che «non tocca in alcun modo la prima parte della Costituzione». Anzi. «Cambiamo la seconda parte della Costituzione proprio per garantirei diritti dei cittadini proclamati nella prima parte». «Non vogliamo dividere e violentare il paese, stiamo solo mantenendo un impegno che tutto il Parlamento, esclusi i grillini che dicono sempre no, aveva preso tre anni fa quando aveva chiesto al presidente Napolitano di restare al Quirinale e accettare il secondo mandato». «Una vittoria del No – ha spiegato – non produrrebbe sfracelli ma si potrebbe ripetere quello che è successo tre anni fa.Abbiamo bisogno di voi perché in questi giorni la confusione e la nebbia si stanno alzando molto», ha detto poi rivolgendosi alla sala e rinfacciando ai sostenitori del no di «sbandierare ragioni che non hanno niente a che fare col merito della riforma». E se Pigliaru aveva concluso dicendo che di fronte a questa sfida bisogna avere il coraggio di vincere, per il ministro Delrio la riforma significa «più democrazia diretta e meno confusione e continuare a tenere due Camere non funzionerebbe come non funzionerebbe se ci fossero due Consigli regionali della Sardegna o due Consigli comunali di Oristano».
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