La Nuova Sardegna

Rossomori: il nuovo Statuto sardo

Appello di Progres ai sovranisti. Floris, Uds: i Patti di Renzi ora sono carta straccia

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CAGLIARI. La vittoria del No al referendum costituzionale è un’occasione unica anche per cambiare lo Statuto. A sostenerlo è il consigliere regionale dei Rossomori Paolo Zedda, con la sua prima uscita da quando il partito è uscito con uno strappo dalla maggioranza di centrosinistra. Anche Progres, con il segretario regionale Gianluca Collu, sostiene che «è arrivato il momento di riscrivere la Carta fondamentale dei sardi». Però dai banchi del centrodestra Mario Floris dell’Uds lancia ben altro allarme: «Attenzione, il nuovo governo nazionale – quello di Gentiloni – butterà a mare i vari Patti firmati dal suo predecessore con la Sardegna e Cagliari».

Zedda. «Il Consiglio regionale – scrive – deve riunirsi subito e darsi tempi certi per definire i confini di una nuova sovranità fra la Sardegna e l’Italia. Dopo il referendum, dobbiamo rinnovare un testo ormai vecchio di settant’anni e fuori dal tempo. Oggi abbiamo bisogno del riconoscimento dell’insularità, di una maggiore autonomia fiscale, dell’identità linguistica, della competenza piena sui trasporti e l’energia. Possiamo ottenere tutto questo con un nuovo Statuto».

Collu. Per il segretario di Progres, «i sardi hanno detto no alla riforma Renzi anche per ridurre a zero il rischio di vedere limitata l’autonomia. L’impalpabile giunta regionale ha commesso finora troppi errori. Oggi è arrivato il momento che tutte le forze escluse dal Consiglio regionale si mettano a lavorare insieme per riscrivere lo Statuto e allargare gli spazi di sovranità su temi cruciali per il nostro futuro».

Floris. Secondo l’Uds, la verità post referendum è invece questa: «Passata la festa, gabbatu lu santu». Cioè: «C’è il rischio concreto che i Patti firmati da Renzi con la Sardegna e l’area metropolitana di Cagliari diventino carta straccia per il governo Gentiloni». E spiega perché: «Per me sin dall’inizio erano due bufale ma ora la conferma che finiranno nel nulla arriva dal deputato Francesco Sanna del Pd, presidente della commissione paritetica Stato-Regione». Secondo Mario Floris è stato proprio Sanna ad annunciare «una fase d’instabilità per la Sardegna visto che i Patti che devono passare ancora al vaglio del Comitato interministeriale per la programmazione economica “senza – riporta testuale Floris – che via sia la certezza sull’attribuzione delle risorse e sui tempi di erogazione”. Dunque – è la conclusione del leder dell’Uds – passata la festa, il santo è davvero gabbato».

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