Il padre di Stefano: non mi fermo
Marco Masala: questo è il regalo dello Stato ai colpevoli che non confessano
SASSARI. Ha una collana appesa al collo, un ciondolo a forma di cuore che incornicia i volti del figlio Stefano e della moglie Carmela. Sono la sua forza, il suo coraggio, la voglia di non arrendersi.
«Questo è il regalo che lo Stato fa ai colpevoli che non confessano». Il “regalo” a cui fa riferimento Marco Masala nel suo sfogo al termine dell’udienza, è il rito abbreviato che consentirebbe al 18enne Paolo Pinna – in caso di condanna – di avere una pena inferiore. Non bisogna dimenticare che all’epoca dei fatti Pinna aveva 17 anni e che quindi può beneficiare già della diminuente per la minore età, questo significa che il suo eventuale ergastolo è in realtà una condanna a vent’anni di reclusione. E con l’abbreviato la pena si ridurrebbe ulteriormente.
Ma la verità è che ai Masala importa relativamente degli anni di condanna, la loro delusione nasce da una diversa constatazione che si scontra con le leggi dello Stato: «Se avesse detto che fine hanno fatto fare a mio figlio sarebbe stato diverso, ma lo Stato non può fare questi regali a chi non collabora con la giustizia». Ovviamente sono le parole di un padre direttamente coinvolto e con il cuore colmo di dolore. I tribunali, però, seguono strade diverse.
Accompagnato dall’avvocato Caterina Zoroddu, da tutti e tre i figli e da tantissimi parenti arrivati da Nule per sostenere i loro familiari, Marco Masala ieri mattina ha gridato con ancora più forza e convinzione che non si fermerà. «Noi stiamo cercando Stefano anche oggi, e continueremo senza sosta. Non ci arrenderemo un solo secondo, stiamo già presentando nuove richieste e il corpo di mio figlio sarà cercato ancora. E io sono certo che lo ritroveremo».
Nell’aula rigorosamente a porte chiuse, blindatissima e con uno schieramento di carabinieri e poliziotti, Marco ieri mattina ha per la prima volta incrociato lo sguardo del ragazzo che secondo la Procura della Repubblica ha ucciso due persone, una delle quali è suo figlio. Paolo Pinna è poi uscito da una porta nel retro e nel primo pomeriggio ha fatto rientro nel carcere minorile di Quartucciu. Il 19 gennaio sarà di nuovo nel tribunale di Sassari per la prima udienza del processo con rito abbreviato. (na.co.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
