L’opposizione: giunta fallimentare
Da Forza Italia ai Riformatori fino all’Udc arrivano critiche per il centrosinistra
CAGLIARI. Poco prima delle vacanze, Forza Italia è stata la più spiccia: «Pigliaru deve dimettersi e i sardi devono ritornare alle urne, per scegliere il nuovo governo della Regione». Salvo colpi di scena, il governatore non si dimetterà, ma per l’opposizione è guerra dichiarata. Il primo passaggio cruciale sarà la Finanziaria: il centrodestra non ha i voti, in Consiglio, per farla cadere, però cercherà in ogni modo di rallentare la marcia della giunta Pigliaru. Ci riuscirà? Di sicuro sfrutterà al massimo le divisioni che esistono nella maggioranza. Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori, ha scritto: «La stagione delle presunte grandi riforme targate centrosinistra è già finita, per ritornare a operazioni di facciata con le solite spartizioni sottobanco del potere». Accusa rilanciata da Marco Tedde, vicecapogruppo di Forza Italia, sul caso dell’aeroporto di Alghero: «La recente esultanza della Giunta è incomprensibile e ruffiana, perché le prospettive industriali sono ancora un mistero».
Sempre sui trasporti c’è stato l’affondo del Centro studi dei Riformatori, con la bocciatura su tutta la linea della giunta. La pagella: 3, il voto, per i pessimi rapporti con le compagnie aeree low cost e 4 per la pessima gestione della continuità territoriale, con questa postilla: «La Regione ha dimostrato di non avere autorevolezza e non può restare bloccata nell’attesa di capire se l’attuale assessore ai trasporti, Massimo Deiana, andrà o meno a presiedere l’Autorità portuale regionale». Sempre nella conferenza prenatalizia Forza Italia ha messo in fila quelli che per la minoranza sono i numeri del fallimento del centrosinistra: «La Sardegna continua a essere nella lista nera delle settanta regioni più povere d’Europa», hanno detto uno dopo l’altro l’eurodeputato Salvatore Cicu e Pietro Pittalis, capogruppo in Consiglio regionale. Con subito dopo una dichiarazione forte di Ugo Cappellacci, coordinatore regionale del partito: «È una Giunta inadeguata e incapace, in questi anni, di portare a casa risultati concreti».
Sono state proprio le ultime nomine nella sanità, quelle degli otto manager a capo delle ex Asl, ad aver riacceso le polveri. «C’ è stata solo una moltiplicazione delle poltrone», ha scritto Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio, per poi denunciare: «Il centrosinistra aveva presentato la riforma come una rivoluzione del sistema, però nella realtà tutto si è risolto nell’ennesima resa dei conti per una maggioranza sempre più allo sbando e sempre più autoreferenziale». Con il consigliere regionale Edoardo Tocco (Forza Italia) ancora più deciso nell’affondare i colpi: «Altro che indipendenza nelle nomine, il nuovo giro è stato deciso nell’assoluto disinteresse dei cittadini e solo per accontentare le logiche politiche». Nei prossimi giorni, lo scontro sarà forte dentro e fuori l’aula del Consiglio. A cominciare dalla Finanziaria su cui Pietro Pittalis (Forza Italia) è stato sarcastico: «Dal 2014 a oggi non è cambiato nulla, sono sempre i soliti annunci sempre smentiti dai fatti». (ua)
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