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Nel braccio 8 manca anche l’interprete

È una parte del racconto che Mauro Pili ha fatto subito dopo l’ispezione al carcere di Bancali. Il problema, questa volta, è la differenza linguistica. Ma non si tratta di una cortesia per fare...

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È una parte del racconto che Mauro Pili ha fatto subito dopo l’ispezione al carcere di Bancali. Il problema, questa volta, è la differenza linguistica. Ma non si tratta di una cortesia per fare sentire a casa gli “ospiti”: «È un aspetto gravissimo: A Bancali non c’è un interprete. I terroristi islamici possono dialogare come e quanto vogliono senza che nessuno capisca quello che dicono. Possono pianificare ogni genere di azione, tanto prima o poi potranno comunicare all'esterno le proprie decisioni». Forse lo fanno già, dato due volte al mese possono parlare al telefono con le loro famiglie: «E chissà con chi parlano e di cosa parlano – aggiune Pili – nessuno li traduce, nessuno sa quel dicono».

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