Gli occhi fissi sulla diga di Maccheronis
Prevista in serata un’ondata di piena. Quaranta sfollati dalle case di campagne di Posada e Torpè
POSADA. Due notti colme di preoccupazione per gli abitanti che risiedono o hanno una casa vicino all’argine sinistro del Rio Posada. Una quarantina di persone residenti a Torpè, e due famiglie che abitano nel territorio di Posada, hanno infatti ricevuto l’ordine di sgombero sino al cessare dell’allerta. Per stasera è prevista pioggia abbondante che potrebbe provocare un altro allarme.
Una piena che nel suo picco massimo, prima della mezzanotte di giovedì, ha fatto defluire verso valle circa 250 litri al secondo, con il timore che l’argine sinistro del fiume, quello non ancora interessato da lavori di ripristino dopo l’alluvione del 2013, potesse cedere o venire scavalcato inondando terreni e travolgendo le abitazioni circostanti. La piena è defluita senza problemi verso le foci di Orvile e San Giovanni, ha allagato le campagne di Posada ma non ha provocato danni alle abitazioni. Nelle ultime 48 ore la protezione civile dei due comuni ha vigilato nei punti critici, in costante contatto radio con i sindaci e la prefettura di Nuoro. L’ordinanza del sindaco di Torpè, Omar Cabras, riguarda la abitazioni di Filinita Baddore, Tanca Noa , Cuccu Ezzu, Turrutò, Santu Predu, Muriscovoe, Tortolis, Loce Su Nodagliu, mentre a Posada sono state allontanate dopo lunghe insistenze, e l’intervento dei carabinieri, due famiglie residenti nelle campagne di Padronos. Tutti si sono arrangiati a passare la notte dai parenti e nessuno si è recato nel centro di accoglienza allestito a Torpè. Chiusa anche la strada 24 bis, che dalla statale 125 porta a Concas e Alà dei Sardi. Apprensione anche per il peggioramento previsto per oggi con un sistema frontale che dal Canale di Sardegna salirà verso nord attraversando tutta l’isola. Rovesci e temporali sono in arrivo sul settore orientale dove, secondo le previsioni meteo, potranno cadere fino a 170 millimetri di pioggia in 24 ore. L’acqua piovana continuerà quindi ad affluire in quantità nella diga di Maccheronis che, dall’altro ieri, riversa a mare milioni di metri cubi d’acqua. «Per il momento non si registrano problemi – dice il sindaco di Torpè, Omar Cabras –, delle case fatte sgomberare per sicurezza, la maggior parte è abitata solo saltuariamente. Si tratta più che altro di vani a uso agricolo».
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