La Nuova Sardegna

Stabili le condizioni della donna ricoverata

Stabili le condizioni della donna ricoverata

La paziente resta gravissima in rianimazione, è ancora in coma farmacologico È stata colpita dal batterio neisseria meningitidis del tipo Y, raro in Sardegna

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SASSARI. Resta sempre in coma farmacologico la donna di 56 anni colpita dalla meningite da meningococco. Ricoverata nella rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata da mercoledì scorso, la paziente è sottoposta a una massiccia terapia di antibiotici che ha consentito che le sue condizioni restino stabili. Anche i due bollettini medici diffusi dalla direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria nella giornata di ieri confermano un situazione stazionaria per la donna di Tergu.

La paziente, secondo quanto hanno stabilito le analisi di laboratorio, è stata colpita dal batterio neisseria meningitidis del tipo Y, raro in Sardegna, ma comunque presente in Italia. Meno comune rispetto ai sierotipi B e C, che sono i più frequenti nella penisola. Secondo i dati dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, i tassi più alti di neisseria meningitidis nel mondo si registrano nella cosiddetta «fascia della meningite», un’ area che comprende i Paesi dell’Africa sub sahariana, dal Senegal all’Etiopia. Sembra che i casi da attribuire al sierotipo Y e ad altri siano in aumento. Per quanto riguarda nello specifico la meningite da meningococco, in Italia l’incidenza risulta minore rispetto al resto d’Europa.

Intanto il cordone sanitario avviato dopo l’accertamento del tipo di infezione vede allargarsi i casi di profilassi. Tutte le persone che sono venute in contatto diretto e indiretto di recente con la donna sono state sottoposte a terapia preventiva per evitare il contagio. Oltre ai familiari e a due persone che avevano fatto visita alla donna in casa quando la malattia non era ancora conclamata, sono stati sottoposti a profilassi anche il personale del 118 intervenuto per il trasporto all’ospedale, e i medici e il personale sanitario che hanno avuto in qualche modo qualche rapporto con il caso.

Una misura che è stata presa già l’indomani dal ricovero della paziente, non appena si è avuto il responso degli esami clinici. La forma di infezione, secondo quanto hanno affermato gli esperti, non è comunque molto contagiosa e quindi un eccessivo allarme sarebbe ingiustificato. Ma dopo la serie di vittime della meningite che si sono contate negli ultimi mesi, è chiaro che si sia creata una certa apprensione.

La paziente di Tergu avrebbe avuto contatti limitati con estranei prima di essere ricoverata e l’eventuale diffusione della malattia, che avviene per via aerea, sarebbe stata ulteriormente limitata dal fatto che lei e il marito abitano nelle vicinanze del paese.

A Tergu, però, non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte della Asl al sindaco, massima autorità sanitaria, sul caso di infezione che si era verificato nel suo Comune. Il primo cittadino, Gian Franco Satta, non ha però voluto sollevare troppe polemiche, soddisfatto che la situazione fosse già ampiamente sotto controllo.

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