«A scuola troppo spazio alle materie secondarie»
SASSARI. A Sassari il manifesto dei docenti ha raccolto solo due firme. Una di Massimo Dell’Utri, professore di Filosofia del linguaggio, l’altra di Claudio Colombo, ordinario di Diritto privato....
SASSARI. A Sassari il manifesto dei docenti ha raccolto solo due firme. Una di Massimo Dell’Utri, professore di Filosofia del linguaggio, l’altra di Claudio Colombo, ordinario di Diritto privato. «Quando ho letto la mail che invitava a mettere la mia firma non ho avuto dubbi – racconta Colombo –. Sono del tutto d’accordo sui contenuti dell’appello. Io non parlerei di un problema che riguarda la maggior parte degli studenti, ma sicuramente ad avere problemi con l’italiano è un numero elevato. È una sensazione che riscontro non solo da docente ma anche da padre». Secondo l’ordinario di Giurisprudenza la causa è da ricercare più nella scuola elementare che nell’ex scuola media. «Ho un figlio di quell’età e trovo che vi sia un eccesso di dispersione. Gli insegnanti sono bravi, nulla da dire, ma ho forti dubbi sui libri di testo adottati. Sono tutti fatti allo stesso modo. Veicolano nozioni, alcune anche premature, perdendo di vista la formazione di base. Questo porta i bambini a incamerare un eccesso di nozioni che non riescono a gestire, a distinguere. Hanno difficoltà a formulare un ragionamento articolato». A mancare all’appello, dunque, anche secondo Colombo, è la capacità di sintesi. «Bisognerebbe fare più riassunti. È uno strumento molto valido. L’analisi del testo è un esercizio molto utile, perché mette il ragazzo direttamente sul campo, lo obbliga a fare sintesi».
Ma non è solo questione di libri di testo. Per il docente di Diritto privato bisognerebbe ritornare ai vecchi tempi, quando italiano, matematica e storia si tenevano più in considerazione di educazione fisica o musica. «Ai miei tempi le materie si dividevano in fondamentali e secondarie. E queste ultime lo erano a tutti gli effetti. Oggi, invece, gli insegnanti di materie secondarie tendono a caricare di compiti e ad avere le stesse pretese degli altri. Questo toglie attenzione alle materie fondamentali. Che restano l’italiano, la matematica, la storia. Anche le altre sono importanti, penso alla seconda lingua, alla musica, alle scienze motorie, ma potrebbero essere studiate in maniera più rilassata». Per Colombo, dunque, l’equiparazione tra l’italiano e le altre materie è una delle cause dell’abbassamento del livello culturale dei giovani italiani. «E non parlo solo di studenti – conclude –. Qualche anno fa ero membro della commissione per l’esame di avvocato. In un compito un candidato scrisse Cassazione con due zeta. Poteva essere una distrazione, ma lo ha ripetuto per tutto il compito. Inaccettabile». (al.pi.)
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