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Ente foreste, 4 a giudizio per abuso d’ufficio

Ente foreste, 4 a giudizio per abuso d’ufficio

Cda sotto accusa: tagliò lo stipendio a un dirigente colpevole di aver fatto ricorso contro una nomina

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CAGLIARI. Un ricorso al Tar contro il rinnovo della carica di direttore generale deciso dalla Regione per Gilberto Murgia. Stando alle accuse fu per questa iniziativa che il dirigente Michele Puxeddu venne punito dal consiglio di amministrazione dell’Ente Foreste di Iglesias col taglio di un decimo sullo stipendio per due mesi. Una sanzione riferita all’acquisizione impropria di un documento sulla residenza di Murgia da allegare al ricorso, ma in realtà - per il pm Emanuele Secci - mossa da «volontà persecutoria e vessatoria». Per la Procura quel provvedimento è un abuso d’ufficio, perché sanzionò il dirigente ben oltre le sue responsabilità. E ieri il gup Giuseppe Pintori ha accolto le richieste del pubblico ministero e ha rinviato a giudizio il presidente del cda Delfo Poddighe (71 anni) di Sassari e i membri dell’organo amministrativo Bachisio Molotzu (74) di Bono, il sindaco di Bolotana Francesco Manconi (68) e il sindaco di Arzana Marco Melis (47), tutti imputati di concorso nel reato. Difesi dall’avvocato Massimiliano Ravenna, i quattro membri del cda dovranno presentarsi il 26 maggio per la prima udienza del dibattimento pubblico davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale. Prosciolto perché il fatto non costituisce reato l’allora sindaco di Gairo Roberto Marino Marceddu (53 anni), difeso da Ravenna, per il quale l’accusa aveva chiesto, a conclusione del giudizio abbreviato, la condanna a otto mesi: il 14 maggio 2014, quando venne deliberata la sanzione, Marceddu era appena entrato nel consiglio di amministrazione.

Dietro la vicenda giudiziaria, c’è la battaglia interna all’Ente Foreste per i ruoli di vertice. Puxeddu era fortemente ostile alla conferma decretata dalla Regione del direttore generale Murgia. Così il dirigente decise di ricorrere al Tar, producendo fra l’altro un documento che dimostrava come Murgia avesse cambiato residenza. Per il cda Puxeddu avrebbe dovuto chiederne copia per vie formali anzichè acquisirlo direttamente, da qui la decisione di infliggergli la sanzione. Ma per la Procura la sua condotta sarebbe stata corretta, visto che in un ente pubblico nessun atto può essere coperto dal segreto. Il processo si giocherà su questo episodio: un reato, per il pm. Una normale sanzione disciplinare per la difesa. (m.l)

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