Tv in difficoltà, sos alla Regione
L’Associazione della stampa lancia un appello per lo sblocco dei finanziamenti
CAGLIARI. In Sardegna ci sono emittenti tv locali in enorme difficoltà, che continuano a informare i cittadini grazie al senso del dovere, alla dignità e all’entusiasmo professionale di redazioni che in alcuni casi non vengono pagate da mesi. Eppure parliamo di stipendi fin troppo lievi, duramente decurtati dalle aziende in un estremo tentativo di rinviare i licenziamenti o semplicemente la chiusura. Questo e altro è spiegato nel comunicato dell’Associazione della stampa sarda presieduta da Celestino Tabasso: «In Sardegna ci sono interi territori che dall’oggi al domani possono ritrovarsi senza più voce, senza più informazione, senza più una coscienza quotidiana del loro essere una comunità. La Regione si è già mossa per dare ossigeno al malconcio pluralismo dell’informazione televisiva sarda, ma in alcuni casi l’intreccio asfissiante di lentezze burocratiche, difficoltà nel produrre la vasta documentazione richiesta alle tv e modifiche alle regole contabili sta portando a una crisi definitiva. L’Associazione è ansiosa di confrontarsi con l’amministrazione regionale sulla legge pensata a sostegno dell’informazione tv, in modo che si possano premiare le realtà che si confrontano lealmente col mercato e non iniziative improvvisate in virtù – e in funzione – dei contributi pubblici». Il sindacato dei giornalisti sardi si augura che venga presto il tempo del ragionamento e del confronto, «ora però c’è un’emergenza da superare». L’appello alla Regione «è perché sblocchi i finanziamenti che ha già correttamente calcolato e attribuito e mai erogato. Senza un’azione rapida a favore delle testate che hanno tanto diritto quanto necessità di ottenere quelle risorse, la prossima pagina dell’informazione isolana rischia di rimanere in gran parte bianca».
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