Landini: serve un nuovo welfare
Il leader della Fiom: finita la stagione degli uomini soli al comando
CAGLIARI. In tasca – ribadisce – ha solo la tessera della Fiom-Cgil, però Maurizio Landini, segretario nazionale dell’agguerrito sindacato dei metalmeccanici, è cresciuto a pane e politica. Per questo ogni sua frase ha un peso specifico anche nel peggiore inverno della sinistra degli ultimi anni, questo. Prima dell’assemblea degli iscritti per la nomina del nuovo segretario provinciale di Cagliari, è stato eletto Sandro Banchero, Landini ha detto: «È finita la stagione di un uomo solo al comando, che sia di centrosinistra o centrodestra. Oggi i cittadini sono stanchi delle scelte di questo o quel governo. Tutti chiediamo di più e il lavoro deve ritornare subito al centro del dibattito politico». Fino alla stoccata: «Appena gli elettori hanno avuto la possibilità di votare, mi riferisco al referendum costituzionale, il loro giudizio è stato netto. Avevano le scatole piene delle decisioni del governo Renzi e infatti quel presidente del Consiglio è andato casa». Se fosse per il segretario della Fiom, le elezioni anticipate nazionali sarebbero una soluzione, ma per lui ora c’è un’altra emergenza: «Chiediamo al premier Gentiloni di fissare insieme alle amministrative di giugno il voto per i due referendum sui voucher e gli appalti promossi dalla Cgil». Perché – è un altro passaggio – «la gente vuole poter decidere e cancellare se vuole le nefandezze imposte da Palazzo Chigi. Sono quelle, va ricordato, che hanno avvelenato il mondo del lavoro fino ad azzerare troppi diritti dei lavoratori». Sulla confusione dentro e alla sinistra del Pd, con diplomazia Landini prende le distanze: «In questo momento storico – ha detto – credo che ci sia la necessità d’unire il Paese, non di dividerlo. Il problema oggi non mi sembra quello di ricostruire la sinistra o interpretare quanto accade nel Pd. Basterebbe guardarsi attorno, per capire che gli italiani hanno prima di tutto quest’esigenza: ricostruire in fretta uno Stato sociale invece spazzato via e una nuova idea del Paese e del lavoro che siano molto diversi da quelli in cui oggi sono costretti a vivere». Anche in Sardegna la tempesta della crisi non è ancora passata e continua a essere affollato il mondo degli emarginati. «È evidente – ha ribadito – che nel Mezzogiorno le politiche economiche e sociali degli ultimi governi sono stati un fallimento. Perché senza una ripresa degli investimenti e senza un’idea diversa dello sviluppo non si va da nessuna parte». Detto che marzo potrebbe essere il mese decisivo per sbloccare la vertenza Alcoa, Landini sulla Sardegna ha detto: «Oltre all’industria, deve puntare sul turismo e sull’agricoltura. Ma non può farlo da sola: il governo deve sostenerla e invece pesa ancora alle beghe di palazzo».
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