Studenti condannati per una protesta
CAGLIARI. Disturbare un convegno universitario con una manifestazione di protesta contro la Saras e le basi militari è un reato, si chiama violenza privata. L’hanno appreso diciassette studenti, che...
CAGLIARI. Disturbare un convegno universitario con una manifestazione di protesta contro la Saras e le basi militari è un reato, si chiama violenza privata. L’hanno appreso diciassette studenti, che in questi giorni hanno ricevuto altrettanti decreti penali di condanna a un’ammenda complessiva di duecentomila euro, che dovranno pagare ciascuno per la propria quota. Il provvedimento - di cui Sardinia Post ha pubblicato una copia - è stato firmato dal gip Giovanni Massidda su richiesta della Procura ed è un provvedimento che non ammettere contradditorio ma soltanto un eventuale ricorso in appello al tribunale monocratico. La vicenda, che al tempo passò quasi inosservata, risale allo scorso 6 luglio quando un gruppo di studenti si presentò alla cittadella universitaria di Monserrato dov’era in corso un convegno su inquinamento e protezione del mare cui partecipavano il rettore Maria Del Zompo e rappresentanti di Saras e della Marina Militare. Nessun atto di violenza, solo una protesta rumorosa con slogan e uno striscione dov’era scritto “Tutelare l’ambiente, cacciare Saras e basi militari”. I lavori vennero sospesi e poi ripresi in un’altra sala.
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