Banda degli assalti ai portavalori 31 imputati verso il maxi processo

Cagliari, attesa per lunedì la decisione del giudice Massidda sulle richieste di rinvio a giudizio Gli indagati sono coinvolti in una serie di rapine a mano armata ai blindati in tutta la Sardegna

CAGLIARI. La grande aula della Corte d’Assise affollata come non accadeva da anni, un corteo di imputati sotto scorta che ha ricordato i processi d’un tempo alle anonime sequestri: per la banda capeggiata dall’ex vicesindaco di Villagrande Giovanni Olianas che prendeva d’assalto i portavalori è arrivato il momento di svolta, lunedì prossimo si saprà quanti fra i 31 indagati, tra protagonisti e comprimari, andranno al giudizio del tribunale per rispondere di associazione a delinquere e dei reati collegati. La gran parte dell’udienza davanti al gup Giovanni Massidda è trascorsa tra questioni preliminari, riferite soprattutto all’esigenza di verificare i brogliacci delle intercettazioni e i contenuti di conversazioni telefoniche destinate nel progetto dell’accusa a inchiodare gli indagati a responsabilità pesantissime. Agli interventi dei difensori ha fatto seguito la richiesta di rinvio a giudizio ribadita dal pm della Dda Danilo Tronci, per il quale le prove non lasciano spazio a incertezze. Lunedì saranno sciolte le riserve sulla richiesta di riti alternativi, che potrebbe riguardare la posizione di tre degli indagati. Subito dopo il giudice si ritirerà per decidere chi dovrà sottoporsi al primo dibattimento pubblico che avrà al centro il più moderno dei crimini ad alto rischio, le rapine a mano armata che rendono la vita difficile alle società di portavalori, i cui furgoni blindati sono diventati obbiettivo delle bande criminali. Le ventuno pagine del capo d’imputazione sono rimaste le stesse notificate agli indagati alla conclusione di un’inchiesta lunga e complessa, basata anche su intercettazioni dal contenuto spesso inequivocabile. Le contestazioni più pesanti sono legate al reato principale: gli assalti armati a furgoni portavalori, supermercati, caveau degli istituti di vigilanza, un’attività criminale sfrontata e temeraria rivolta a finanziare un intenso traffico di sostanze stupefacenti. Non c’è tempo da perdere: entro una settimana scadono i termini della custodia cautelare e in mancanza del decreto che dispone il giudizio parte degli indagati potrebbero tornare in circolazione. Gli episodi contestati vanno dall'ottobre 2013 al marzo 2016.

Le accuse. L’accusa di associazione a delinquere è stata contestata a Giovanni Olianas (52 anni), Luca Arzu (44) di Porto San Paolo, Angelo Lostia (43) di Olzai e Salvatore “Toreddu” Sanna, (37) di Orune per avere promosso, costituito, organizzato e diretto la banda e soprattutto per avere pianificato tutte le attività criminose. Accusa di partecipazione a vario titolo all’associazione a delinquere nei confronti di Sergio Arzu (36) di Talana, Fabrizio Manca (35) di Villagrande, Mario Pirari (50) di Nuoro, Giovanni Salvatore Pirisi (49) di Sarule, Carmelo Soru (45) di Ovodda, Carlo Olianas (43) di Villanova, Gianluigi Olianas (53) di Villanova, Salvatore Deriu (50) di Santu Lussurgiu, Antonello Mesina (25) di Orgosolo, Simone Balloi (34) di Fonni, Fabrizio Francesco Crisponi (36) di Mores, Pietro Mereu (43) di Mores, Giovanni Francesco Bussu (60) di Thiesi, Michele Cherchi (45) di Benetutti, Vittorio Fogu (45) di Orune, Pasquale Scanu (40)di Bitti, Francesco Monni (54) di Orune, Rossano Murru (40) di Tertenia, i fratelli Matteo (30) e Manuele Soro(37), Pietro Paolo Lotto (49) di Villagrande e Gavino Pira (47) di Gavoi.. Marta Rosa Coda (55) di Talana, Silvana Conti (47) di Lanusei, Tania Serra (33) di Loiri Porto San Paolo, Nicolò Pasquale Bellu (49) di Luras, Roberto Serra (53) di Quartu sono accusati di riciclaggio.

WsStaticBoxes

Necrologie

WsStaticBoxes