La Nuova Sardegna

Spesa per il personale ancora fuori controllo

di Mauro Lissia
Spesa per il personale ancora fuori controllo

La Corte dei conti bacchetta la Regione: nel 2015 spesi 1,7 miliardi di euro Ma la nuova organizzazione della Asl unica dovrebbe tagliare i costi

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CAGLIARI. Per il personale della sanità la Regione spende sempre di più: dal miliardo e 150 milioni del 2012 al miliardo e 171 milioni del 2015, un aumento legato soprattutto alla contrattazione integrativa e alle assunzioni. A diffondere i dati è stata la sezione di controllo della Corte dei Conti, sottolineando fra le altre un’anomalia nota e mai risolta: i dipendenti delle Asl di Sanluri e Lanusei sono i più fortunati perché ricevono le buste paga più ricche. Le cifre sono queste: ciascuno dei 23.493 dipendenti della sanità sarda (dato del 2014) incassa in media 50 mila euro all’anno al netto dell’Irap. Ma se a Sassari la cifra cala a 44 mila euro (il 15% in meno della media regionale) e nelle aziende universitarie di Cagliari scende a 45 mila, a Sanluri si sale fino a 57 mila euro (più 11% sulla media) e a Lanusei a 55 mila. Le ragioni? Diversa organizzazione interna e diversa distribuzione del personale, una realtà che a giudizio dei magistrati contabili spiega solo il parte la differenza del trattamento economico. Se l’attuale amministrazione è impegnata a correggere quest’anomalia e la Corte dei Conti lo riconosce esplicitamente nella relazione esposta ieri mattina in adunanza pubblica dalle consigliere Maria Paola Marcia e Lucia D’Ambrosio, la fotografia della sanità sarda - riferita ai costi della contrattazione integrativa resta tutt’altro che rassicurante. In tutta Italia infatti la spesa per il personale, che in Sardegna copre il 30% del totale nelle diverse aziende, è in chiara decrescita. Mentre in Sardegna il conto sale in parallelo con le cifre destinate ai contratti di secondo livello. Almeno fino al 2015 la tendenza non è cambiata e non aiuta a virare sull’ottimismo la consuetudine diffusa tra i collegi sindacali a rendere sul tema «pareri sintetici, succintamente motivati, a volte limitati a una mera presa d’atto», spesso in mancanza di relazioni tecniche e talvolta anche di un parere. Quella di lasciar correre è un’accusa agli organi di controllo che la Corte dei Conti esprime in termini pacati ma chiarissimi e quando si parla dell’azienda ospedaliera universitaria di Sassari i magistrati contabili rilevano anche «la mancata certificazione della maggior parte dei fondi relativi al personale del servizio sanitario». Non solo: scrive la Corte dei Conti che malgrado venga sostanzialmente rispettato il tetto di spesa imposto nel 2011 sulle risorse economiche destinate alla contrattazione integrativa, le Asl di Olbia, Lanusei, Sanluri e Cagliari l’hanno superato proprio a causa di assunzioni sulle quali l’autorizzazione da parte della Regione è stata dichiarata ma non risulta. Ed è così, tra un’assunzione e l’altra, che la spesa per il personale impenna, con i costi degli integrativi a condizionarla: se nel 2013 le Asl avevano distribuito 219,8 milioni per ritoccare le buste paga dei dipendenti, nel 2014 sono stati necessari 221,1 milioni, mentre sui dati del 2015 resta un punto interrogativo.

Fin qui i numeri, che a giudizio della Corte dei Conti dovrebbero condurre a una sterzata. La sezione di controllo non può certo fare previsioni per il futuro, nella relazione diffusa ieri mattina i magistrati contabili si limitano a confermare che la riforma del sistema sanitario regionale e il piano di riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale «postula adeguate iniziative di razionalizzazione e accorpamento di strutture, che dovrebbero condurre alle conseguenti operazioni di riduzione del numero delle posizioni organizzative e a una nuova organizzazione».

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