“Striscia la notizia” è solo di Mediaset, il cagliaritano Panunzio ko
La Cassazione conferma che l’imprenditore sardo non può usare il nome dello show di Ricci
CAGLIARI. Il nome Striscia la notizia off limits per l’imprenditore cagliaritano Giovanni Panunzio. La Cassazione ha confermato il divieto di utilizzare il nome della popolare trasmissione di Antonio Ricci. La Suprema Corte ha sancito che il tg satirico di Canale 5 è un marchio di impresa, cui corrisponde il nome di dominio www.striscialanotizia.it, e nessuno può «indebitamente» utilizzarlo traendone guadagno o profitto magari sfruttando domini che, per assonanza, confondono le idee e invece sono solo dei richiami per le allodole come www.striscialanotizia.net. La Cassazione - con la sentenza 6380 depositata ieri - ha confermato il divieto di utilizzare questo dominio nei confronti di Panunzio, il docente di religione di Cagliari famoso per il suo Telefono Antiplagio, che, a suo dire per fare una parodia del programma ideato da Antonio Ricci, aveva registrato alla Registration authority americana l'indirizzo telematico fantoccio tramite la società Tecnorail.
In primo grado, il tribunale di Arezzo nel dicembre 2006, aderendo alla richiesta di tutela avanzata da Rti, titolare del marchio, aveva vietato l'utilizzo del dominio www.striscialanotizia.net che era stato assegnato a Panunzio nel 2002 e lo aveva condannato a pagare 25mila euro di risarcimento. Su reclamo dell'imprenditore condannato, la Corte di Appello di Firenze nel giugno 2009 aveva convalidato l'inibitoria e aveva ridotto il danno valutandolo in 7.500 euro rilevando che la durata dell'utilizzo del sito civetta e il numero di contatti «non erano idonei a far presumere un danno maggiore dell'importo dovendo presumersi che solo una minoranza dei navigatori diretti verso il sito ufficiale della trasmissione televisiva Striscia la notizia abbia rinunciato alla sua originaria meta per essersi, durante la navigazione, imbattuta nell'omonimo sito di Panunzio». Senza successo, il concorrente della vera Striscia ha fatto ricorso alla Suprema Corte che ha respinto il suo reclamo condannandolo anche a pagare 7.200 euro di spese di giustizia in favore delle emittenti berlusconiane.
Risale, invece, a due mesi fa l’assoluzione di Panunzio in un’altra vicenda giudizaria che lo ha visto contrapposto alla trasmissione di Ricci: l’imprenditore è stato assolto dal tribunale di Cagliari dal reato di diffamazione.
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