Assaltano il portavalori e fuggono con 25mila euro

Tre banditi in azione tra Lotzorai e Talana, i soldi erano destinati alle Poste

TALANA. Quelle pietre, fatte rotolare sulla carreggiata della provinciale 56 all'uscita di una curva cieca, servivano a bloccare la Fiat Punto della Metropol sarda. E a mettere a segno la rapina all'auto portavalori, pianificata sin nei minimi particolari. I tre banditi sono fuggiti con un bottino di 25mila euro.

L'agguato. È scattato nella mattinata di ieri, poco dopo le 10, lungo la strada tortuosa che da Lotzorai porta a Talana. A portare a compimento il blitz un gruppo composto da tre malviventi, armati di fucili e a volto coperto, che hanno bloccato la vettura dell'istituto di vigilanza con sede a Tortolì. A bordo c'era solo il conducente, una guardia giurata che stava trasportando 25mila euro destinati all'ufficio postale del centro montano ogliastrino. L'uomo, preso alla sprovvista, è stato circondato dai tre banditi arrivati probabilmente a piedi al chilometro 18 della provinciale: minacciandolo con le armi in pugno, lo hanno costretto a consegnare non soltanto i contanti che custodiva in una valigetta ma anche la pistola in dotazione e il telefono cellulare. Rapidissimi i banditi sono poi saliti sulla Punto: l’auto è stata abbandonata in una scarpata a poca distanza dal luogo dell’assalto. Dei tre per il momento nessuna traccia: potrebbero essersi allontanati a piedi oppure su un’altra auto con complici a bordo che li aspettavano in un punto concordato.

L’allarme. Ad avvisare i carabinieri, intervenuti subito dopo l'allarme nel teatro dell'ennesimo blitz a pochi chilometri da Talana, è stato proprio il vigilante rimasto a terra sulla strada. L'uomo, ancora scosso per la disavventura e già vittima in passato di episodi analoghi, ha chiesto soccorso a un’automobilista. Ha spiegato quanto accaduto e chiesto di poter utilizzare il telefono per avvisare i carabinieri. Sul posto dopo pochi minuti sono arrivati i militari della Compagnia di Lanusei guidati dal luogotenente Orazio Deiana.

Le indagini. La caccia ai tre rapinatori è scattata immediatamente: posti di blocco sono stati effettuati negli snodi più importanti della zona ad opera dei militari della Compagnia ogliastrina, dei Cacciatori di Sardegna e del Reparto squadriglie di Nuoro. In volo da Abbasanta si è alzato anche un elicottero dell'Arma mentre i vigili del fuoco arrivati dalle sedi di Nuoro e Tortolì sono intervenuti per recuperare la Fiat Punto bianca che era stata abbandonata in una zona particolarmente impervia. Tutto il territorio è stato setacciato alla ricerca di indizi utili per risalire ai responsabili del fatto. Dei banditi, almeno sino alla tarda serata di ieri, ancora nessuna traccia ma le ricerche proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Ogliastra nel mirino. Da diversi anni, ormai, l'Ogliastra è teatro delle sortite compiute da una nuova e più intraprendente criminalità che non esita ad imbracciare le armi per mettere a segno colpi che spesso si consumano nel giro di pochi minuti, così come accaduto ieri mattina, e fruttano parecchio secondo la logica, aberrante in questo caso, del minimo sforzo e massimo risultato. Questo nuovo assalto ai mezzi degli istituti di vigilanza arriva a poco meno di un mese dalla celebrazione della prima udienza dell'importante processo ai presunti componenti di una banda accusata di aver compiuto diverse rapine a portavalori, rapine e caveau in tutta la Sardegna. Gli investigatori ritengono che a capo del gruppo criminale – 31 persone in tutto considerate sia componenti che fiancheggiatori di quella che la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari ritiene essere una delle associazioni più attive sul territorio isolano – ci fosse l'ex vicesindaco di Villagrande Strisaili Giovanni Olianas. La banda che aveva diramazioni nel Nuorese oltre che in Ogliastra - sempre secondo la tesi accusatoria- era pronta a colpire nella penisola. Il maxi processo si aprirà il 28 aprile nel tribunale di Lanusei.

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