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Erriu a Italia Nostra: nessuna cementificazione selvaggia

CAGLIARI. Nessun ritorno alla cementificazione selvaggia dell’isola: l’assessore Cristiano Erriu difende i principi della legge urbanistica approvata dalla giunta e replica al presidente dell’associa...


08 aprile 2017


CAGLIARI. Nessun ritorno alla cementificazione selvaggia dell’isola: l’assessore Cristiano Erriu difende i principi della legge urbanistica approvata dalla giunta e replica al presidente dell’associazione Italia Nostra Graziano Bullegas. «Prese di posizione come la sua non aiutano un confronto costruttivo e volto a trovare il giusto equilibrio tra le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica e lo sviluppo sostenibile dei territori – dice l’assessore Erriu –. Operazione impossibile da raggiungere se si parte da condizioni di pregiudizio le quali impediscono valutazioni improntate a serenità e obiettività. Continuare con gli slogan allarmistici di cementificazione selvaggia, di fronte a una legge che si oppone alla rendita fondiaria indiscriminata, che tutela i territori rurali riservandoli alla tutela del paesaggio e alla esclusiva valorizzazione delle produzioni agricole, che nella fascia di costa dei 300 consente esclusivamente l'adeguamento di strutture ricettive esistenti che, pur avendo già trasformato le proprie aree di pertinenza, non sono più in grado di restituire ricchezza ai territori, non prefigura un approccio costruttivo ma piuttosto un rituale ideologico senza sbocco». Erriu va avanti: «Insistere a sostenere l'impossibilità di migliorare l'offerta turistica esistente, dimenticando che tale possibilità era offerta tanto dal Ppr, sia in fase transitoria che di adeguamento dei Puc, che dalla legge regionale 45/89, paventando chi sa quale devastante colata di cemento, va contro ogni ragionevole politica promossa da tutti i documenti sulla sostenibilità del turismo elaborati da una istituzione al di sopra di ogni sospetto come le Nazioni Unite». L’assessore si sofferma su un altro punto. Bullegas aveva criticato la possibilità di un consumo ulteriore del suolo nella misura del 10%: «Parlare indiscriminatamente di trasformabilità di un 10% senza leggere attentamente il testo proposto dice Erriu – , che pone quella percentuale come tetto massimo non alla trasformabilità, ma alla identificazione di aree all'interno delle quali collocare bandi mirati alla mera soddisfazione della domanda di residenza e servizi che non possa trovare risposta nella sola riqualificazione dell'esistente, come rigorosamente calcolato nei Puc, mostra – conclude l’assessore all’Urbanistica – una certa superficialità di lettura di un testo che governa materie delicate e complesse»

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