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Uccisa dopo due anni di litigi

Uccisa dopo due anni di litigi

Capoterra, la lite per il pappagallo: oggi l’autopsia sul cadavere dell’assassinata

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CAGLIARI. Ignazio Frailis martedì alle 15.10 ha accoltellato undici volte Maria Bonaria Contu nel parco di Is Olias a Capoterra ed è scappato con la sua auto. Quasi subito si è fermato, ha chiamato lo zio Dario Serra col quale viveva, gli ha detto di aver fatto una sciocchezza e assieme a lui è andato alla caserma dei carabinieri dove non c’era nessuno perché tutti stavano cercando proprio lui.

L’avvocato, Francesco Murtas, è stato chiamato da un familiare che gli ha parlato di una colluttazione «sono arrivato tranquillo in caserma - racconta l’avvocato - e lì il maggiore mi ha detto cos’era successo. Neanche Ignazio e i familiari all’inizio sapevano della morte della donna aggredita». Stamani ci sarà l’autopsia sul corpo di Maria Bonaria Contu, 60 anni, casalinga e sarta, ancora non si sa quando verrà fissata l’udienza di convalida dell’arresto, l’accusa per il momento è di omicidio volontario.

L’avvocato ieri ha trascorso la giornata a leggere documenti e a parlare con i familiari perché gli antefatti in questa tragedia peseranno in tutti i dettagli. «La situazione – spiega l’avvocato – andava avanti da due anni». Ci sarebbero stati vari litigi e i carabinieri avevano invitato le parti a calmarsi in un paio di occasioni.

Si racconta che anche altri vicini avessero avuto dissapori con la famiglia Medda-Contu e che addirittura qualcuno avesse lasciato il quartiere proprio per i dissapori con loro. Ma, sempre stando alla ricostruzione offerta dai familiari di Frailis, negli ultimi due anni sarebbe stato proprio lui, Ignazio, il bersaglio scelto dai vicini che quasi ogni mattina mettevano il pappagallo davanti alle finestre di casa di Frailis e questo andava avanti fino a sera a ripetere parole offensive. Ignazio Frailis si era convinto che il pappagallo fosse stato addestrato a ripetere gli insulti contro di lui. Nel vicinato è rimasto tuttora il ricordo di una lite in particolare e la pietra dello scandalo sembra che fosse stato ancora una volta l’ignaro pennuto.

Ma anche un altro episodio aveva turbato profondamente Frailis, operaio edile di 46 anni, disoccupato da dicembre: la morte di uno dei suoi gatti, Morfeo, il quale, secondo il veterinario, era stato ucciso a calci. La gestione degli animali da parte di Frailis (aveva sette gatti e tre cani) sembra fosse al centro delle critiche della famiglia confinante e questo avrebbe prodotto gesti di insofferenza (si racconta di frequenti lanci di acqua) che facevano crescere la tensione.

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