Migranti, caos sul Centro rimpatri
Convocato l’incontro Regione-Anci. L’Udc protesta col Viminale
CAGLIARI. Il ministero dell’Interno ha scelto l’ex carcere d’Iglesias come Centro di permanenza per i migranti che sbarcheranno o saranno accolti in Sardegna, ma Regione e Comuni non hanno ancora preso una posizione. Lo faranno la settimana prossima nella riunione convocata dalla giunta Pigliaru e dall’Anci, per «arrivare – è scritto in un comunicato della Regione – a una scelta definitiva e soprattutto condivisa sulla possibilità avanzata dal governo». È un’ipotesi comunque contestata da diversi partiti e al centro anche della lettera di protesta inviata al Viminale da Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale. «Confermato – scrive – che in Sardegna le strutture per l’accoglienza sono ormai sature, l’apertura di nuovi centri rischierebbe di provocare una situazione ancora più difficile da gestire». Secondo l’Udc, «l’ex casa circondariale d’Iglesias ospiterà inizialmente cento profughi, ma visto il possibile aumento degli sbarchi in estate c’è il rischio che il numero possa essere molto più alto». La conclusione della lettera è questa: «Pur comprendendo le motivazioni sull’ospitalità è innegabile che il fenomeno comincia ad avere effetti esplosivi e incontrollabili sul territorio, con un nuovo peso insostenibile per un’area, come quella del Sulcis Iglesiente, in grandissima sofferenza economica e sociale». Ora bisognerà attendere la risposta della Regione e dei Comuni alla proposta del ministero dell’Interno, anche – stando alle indiscrezioni in arrivo da Roma – il governo la sua scelta l’avrebbe già fatta.
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