Il cannonau è la star del Wine festival

Porto Cervo, studiate le essenze del vitigno. Oggi la sfida culinaria tra Sardegna e Giappone

PORTO CERVO. Il cannonau in un profumo, anzi nei suoi tanti profumi, per coglierne l’essenza, per sentirne il respiro. È proprio “Il respiro del vino - Conoscere il profumo del vino per bere con maggior piacere” il titolo del libro di Luigi Moio, ordinario di Enologia all’Università di Napoli Federico II e presidente degli enologi dell’Oiv. Uno dei massimi esperti italiana che ieri pomeriggio ha aperto la seconda giornata del Porto Cervo Wine&Food Festival in un incontro affollatissimo, con il Conference Center di Porto Cervo che ha ospitato un pubblico intento a degustare vini sardi e nazionali, eccellenze enologiche e gastronomiche del territorio. Al cannonau, vitigno autoctono per eccellenza e paradigma di longevità, Moio ha dedicato una speciale “bussola olfattiva” capace di catalogare gli odori di questo vino. Ebbene lo spettro olfattivo ha rivelato una rosa di essenze incredibile: dalla prugna secca al ribes nero, fiori appassiti, confettura di frutti di bosco, rosa e violetta. A seconda dell’invecchiamento è capace di passare all’aroma di pepe, scorza di arancia, fino al tabacco. «Abbiamo studiato il cannonau come simbolo di un vitigno che si identifica con il territorio di appartenenza – ha spiegato Moio –. Gli studi sul Dna del Cannonau dimostrano un’evoluzione genetica autonoma rispetto al vitigno francese del Grenache, che ne rappresenta l’antenato, del quale condivide però l’82% del patrimonio genetico». Un’escursione olfattiva dentro uno dei più importanti vitigni autoctoni della Sardegna, argomento portante della nona edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival, insieme a cibo, benessere e longevità. Il festival che celebra le eccellenze enogastronomiche sarde e nazionali si conferma uno degli appuntamenti più attesi della stagione dei grandi eventi negli alberghi di proprietà di Qatar Holding e gestiti da Marriott. Per il secondo anno consecutivo, il Porto Cervo Wine & Food Festival ha confermato il format delle due rassegne unite in un unico appuntamento. Il Cervo Conference Center, nel cuore del villaggio di Porto Cervo, ha accolto ieri per il secondo giorno piccoli e grandi produttori: in totale partecipano alla rassegna 80 aziende, 58 per il wine e 22 per il food. In serata l’hotel Cala di Volpe ha ospitato la cena di gala “La Sardegna incontra il Giappone”: gli chef Maurizio Locatelli e Hirohiko Shoda, in arte chef Hiro, hanno preparato un menù a quattro mani. Durante la serata poi Mario Biondi, star della musica jazz & soul, ha coinvolto il pubblico dei produttori con una grande esibizione. Oggi l’ultima giornata della rassegna con la sfida culinaria tra Giappone e Sardegna, entrambe isole della longevità.

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