La Nuova Sardegna

Anche le strutture private si “ribellano”  

di Stefano Ambu
Anche le strutture private si “ribellano”  

In piazza contro il taglio dei tetti di spesa disposti dalla giunta. Annunciati licenziamenti

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CAGLIARI . Pazienti, dipendenti e rappresentanti delle strutture private di tutta l'isola in piazza: in centinaia saranno la prossima settimana – il 20 giugno – davanti all'assessorato della Sanità a Cagliari. Perché con i tetti alla spesa fissati dalla Regione mandare avanti la casa di cura potrebbe diventare un problema. Anche per il personale. Il ragionamento è matematico: se il limite di spesa consentito è dell'80 per cento, manca quel 20 per cento che poi l'Ats dovrà ridistribuire secondo i criteri fissati dalla delibera dello scorso 9 maggio. E se non c'è più quel venti per cento, allora – dicono le strutture private – dovrà esserci un corrispondente taglio dei dipendenti.

La frenata delle strutture sanitarie potrebbe essere ancora più brusca. «Perché – afferma Vittorio Randazzo, Aias – sino a maggio siamo andati avanti con la copertura del 100 per cento. E già questa – lo reclamiamo da due anni – non basta. Ora, per ritornare nella media dobbiamo ulteriormente abbassare la quota del 30 per cento». Tradotto in cifre: «Noi abbiamo un migliaio di dipendenti – spiega il rappresentante dell'Aias –, dovremmo fare a meno di trecento lavoratori. A meno che non ci dicano di non dimettere i pazienti. È però un sistema che ci asfissia». Il messaggio: «La politica – avverte Randazzo – incontri i pazienti che rischiano le dimissioni».

Preoccupazione che cresce: «Stiamo chiedendo un tavolo per confrontarci su questi problemi – spiega Salvatore Pani, presidente Acris –, ma non abbiamo avuto risposte. E intanto la lista d'attesa per entrare nelle strutture cresce: siamo a quota 2800 pazienti». Il taglio per la riabilitazione globale, secondo quanto si legge in un documento sottoscritto dalle strutture private, per il 2017 è di circa 400mila euro. I conti sono stati fatti e rifatti. «La delibera – spiegano le strutture – non ha adeguato le rette ai sensi di quella del 2013. Ma conferma quelle del 2011. E, fatto ancor più grave e preoccupante, diminuisce ulteriormente il tetto di spesa rispetto a quello già diminuito per il 2015 e per il triennio 2016-2018». In soldoni : «La delibera – denunciano ancora i privati – porta il budget per il 2017 a 56.225.664,64 contro i 56.615.105,12 già definito sia per il 2017 sia per il 2018. Diminuendo di 961.210,94 la cifra per il biennio».

Le strutture chiedono la immediata sospensione della delibera. E la convocazione di una commissione tecnica sulla riabilitazione. Per oggi è previsto un incontro con la sesta commissione del consiglio regionale: la battaglia, che coinvolge le attività che operano in convenzione dalla Gallura al Campidano, è appena iniziata. La sala convegni dell'hotel Caesar's di Cagliari ieri – in occasione della conferenza stampa-incontro per fare il punto della situazione – era gremita. Ma in piazza il 20 giugno gli arrabbiati della sanità potrebbero essere molti di più.

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