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Esposti amianto, 12mila a rischio 

Esposti amianto, 12mila a rischio 

Aggiornato il protocollo di assistenza: maggiori controlli per gli ex lavoratori 

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CAGLIARI. Anni e anni fa, quando indossavano la tuta blu, hanno avuto a che fare con l’amianto. Non sapevano, gli operai dell’epoca, che le polveri di quel minerale, allora molto utilizzato nell’edilizia, fossero cancerogene. A loro insaputa alcuni si sono ammalati di tumore soprattutto ai polmoni e finora in Sardegna i casi accertati sono stati 424. Però sono molti di più, duemila, gli iscritti all’obbligatorio registro regionale degli ex esposti all’amianto e comunque sono ancora una percentuale minima rispetto a una potenziale platea di 12mila ex operai a rischio. Proprio per far emergere questo sommerso, l’assessorato alla sanità ha aggiornato il protocollo di «sorveglianza e assistenza». È questo il senso della delibera che, a dieci anni dalla legge, ha uniformato i controlli per permettere ai vari presidi di censire – anche se a decidere l’iscrizione è sempre il lavoratore – un sempre maggior numero di possibili casi, per poi seguirli con visite periodiche e semmai fosse confermata la malattia, garantire il massimo delle cure. «Dal 2010 – ha detto l’assessore Luigi Arru – abbiamo una legge dedicata agli ex esposti all’amianto e ogni anno la finanziamo con nostre risorse. Ma il protocollo era datato ed è stato necessario aggiornarlo per rendere più efficace il monitoraggio». A spiegare nel dettaglio quale sarà la procedura sono state Natalina Loi e Pierina Manca, che per conto dell’assessorato e dell’Asl Ogliastra, l’azienda di riferimento, hanno fatto parte del tavolo tecnico che ha rivisto il campo d’azione dei controlli. Una volta presentata la richiesta d’iscrizione, l’ex lavoratore è «inserito all’interno di un percorso diagnostico per stabilire se anche diversi anni dopo essere stato in contatto con l’amianto, s’ è ammalato o meno». Rispetto al precedente protocollo la novità è questa: i soggetti che oltre all’esposizione sono stati o sono fumatori, saranno sottoposti subito a una Tac. È una procedura che renderà più immediata e precisa la diagnosi». Chi non ha contratto il tumore sarà tenuto comunque sotto controllo e gli saranno consigliati gli stili di vita per evitare «l’insorgenza di gravi patologie». Quelli che purtroppo sono invece casi conclamati entreranno a far parte della sorveglianza, con viste gratuite ogni sei mesi.

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