Imprese verdi 3.0, c’è una startup
Regione, Agris, Argea e Laore promotori di un progetto da 28 milioni di fondi Ue
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MONTI. Una start up per promuovere le eccellenze enogastronomiche e turistiche della Sardegna o l’altra ideata per mettere al riparo i produttori sardi (e non solo) dalle temute contraffazioni: sono alcune delle nuove imprese di cui è stata portata testimonianza a Monti nell’affollato convegno voluto dall’assessorato regionale all’Agricoltura, da Agris, Argea e Laore che i sono i promotori del progetto Impresa Verde 3.0 finanziato con 28 milioni di euro di fondi europei. Il finanziamento messo a bando rientra nel Programma di sviluppo rurale ed è mirato a favorire la multifunzionalità e l’innovazione dell’imprenditoria agricola. Durante l’incontro sono emerse storie virtuose di progetti generati alcuni nell’ambito di un’attività di tradizione familiare e altri, invece, nati dal connubio di attività consolidate con i centri di ricerca più avanzati. E’ piaciuto il racconto delle sorelle Pani che hanno progressivamente ampliato l’attività connessa col vigneto paterno piantato nel 1980 fino alla creazione di un agriturismo dove il turista può apprezzare prodotti e gastronomia esclusivamente locali. Ed è stato di grande impatto il racconto di Diego Lai, fra gli ideatori del chip che si inserisce nelle etichette, per ora di olio e vino, e che garantisce sulla non contraffazione del prodotto. Il chip è stato realizzato con la collaborazione di Sardegna Ricerche, la sua caratteristica è che viene introdotto nell’etichetta con un macchinario che non modifica la linea di produzione. «E’ alla portata - spiegava Lai - anche dei produttori più piccoli».
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