Siccità, emergenza nelle campagne
Appello del senatore Silvio Lai, Pd: dobbiamo aprire un confronto con l’Europa
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Le piogge degli ultimi giorni non hanno palcato la sete della Sardegna. La siccità rimane un tema di stretta attualità che potrebbe causare perdite enormi per l’economia isolana. Ecco perché la politica sarda tende le orecchie per ascoltare la protesta e aprire un confronto con l'Europa proprio sulla siccità: «Quella che arriva dalle nostre campagne è una richiesta di aiuto che deve essere ascoltata e che richiede interventi immediati. Lo stato di calamità per i danni causati dalla siccità è sicuramente un primo passo e bene ha fatto la Regione a richiederne il riconoscimento al governo, dopo i molti appelli, ma bisogna fare ancora di più ed individuare strumenti e misure che diano un po’ di ossigeno agli agricoltori e agli allevatori della Sardegna». Lo sostiene a gran voce il senatore del Pd, Silvio Lai, che sul tema ha posto l’accento già nel recentissimo passato.
Dal mondo delle campagne e dalle associazioni di categoria si alza però sempre più forte la richiesta di ulteriori interventi per far fronte a tutte le criticità di questi ultimi mesi. Perché oltre alla siccità ci sono i ritardi nei pagamenti dei premi comunitari, la questione sempre aperta del prezzo del latte e della mancata trasparenza sulle produzioni: «Il quadro che viene descritto dal nostro settore agricolo è grave ed è peggiorato negli ultimi mesi, non senza che arrivassero avvisaglie e allarmi molto in anticipo come è successo per quanto riguarda il caso del prezzo del latte – aggiunge Lai –. In ogni caso non c’é più tempo da perdere ed é necessario cercare quanto meno di mitigare gli effetti negativi di una stagione che è stata tra le più difficili degli ultimi anni». Dalle associazioni di categoria, infatti, si paventa il rischio di chiusura di numerose aziende a causa dei problemi di liquidità: «È evidente che la questione deve essere affrontata nel suo complesso e, tenendo conto della situazione di assoluta emergenza, si deve seguire ogni possibile strada consentita anche dalle normative europee per aiutare il nostro settore agricolo. Bisogna esplorare la possibilità di un contributo immediato nei limiti del de minimis per i danni subiti dall'allevamento a causa della siccità. Occorre però anche aprire con l'Europa un tavolo sul tema della siccità nel Mediterraneo per individuare possibili soluzioni e non intervenire sempre nell’emergenza. C’è poi, come detto, il tema sulla trasparenza dei dati sulle produzioni, e su questo occorre che la Regione garantisca la massima diffusione dei numeri riferiti alla stagione in corso per capire in che direzione si muove il mercato. Un capitolo a parte lo meritano infine i problemi legati all’eccessiva burocrazia, con conflitti tra agenzie e struttura regionale che, in un momento di grave crisi del comparto, si configura come un ulteriore ostacolo per chi lavora nelle campagne. In definitiva – conclude Lai - bisogna intervenire su più fronti e bisogna farlo subito perché subito dopo l’estate i danni potrebbero essere tali da non consentire a molte delle nostre di aziende di risollevarsi». Uno scenario sempre più probabile nella campagne dell’isola.
Dal mondo delle campagne e dalle associazioni di categoria si alza però sempre più forte la richiesta di ulteriori interventi per far fronte a tutte le criticità di questi ultimi mesi. Perché oltre alla siccità ci sono i ritardi nei pagamenti dei premi comunitari, la questione sempre aperta del prezzo del latte e della mancata trasparenza sulle produzioni: «Il quadro che viene descritto dal nostro settore agricolo è grave ed è peggiorato negli ultimi mesi, non senza che arrivassero avvisaglie e allarmi molto in anticipo come è successo per quanto riguarda il caso del prezzo del latte – aggiunge Lai –. In ogni caso non c’é più tempo da perdere ed é necessario cercare quanto meno di mitigare gli effetti negativi di una stagione che è stata tra le più difficili degli ultimi anni». Dalle associazioni di categoria, infatti, si paventa il rischio di chiusura di numerose aziende a causa dei problemi di liquidità: «È evidente che la questione deve essere affrontata nel suo complesso e, tenendo conto della situazione di assoluta emergenza, si deve seguire ogni possibile strada consentita anche dalle normative europee per aiutare il nostro settore agricolo. Bisogna esplorare la possibilità di un contributo immediato nei limiti del de minimis per i danni subiti dall'allevamento a causa della siccità. Occorre però anche aprire con l'Europa un tavolo sul tema della siccità nel Mediterraneo per individuare possibili soluzioni e non intervenire sempre nell’emergenza. C’è poi, come detto, il tema sulla trasparenza dei dati sulle produzioni, e su questo occorre che la Regione garantisca la massima diffusione dei numeri riferiti alla stagione in corso per capire in che direzione si muove il mercato. Un capitolo a parte lo meritano infine i problemi legati all’eccessiva burocrazia, con conflitti tra agenzie e struttura regionale che, in un momento di grave crisi del comparto, si configura come un ulteriore ostacolo per chi lavora nelle campagne. In definitiva – conclude Lai - bisogna intervenire su più fronti e bisogna farlo subito perché subito dopo l’estate i danni potrebbero essere tali da non consentire a molte delle nostre di aziende di risollevarsi». Uno scenario sempre più probabile nella campagne dell’isola.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
