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Rete ospedaliera, stop alla riforma

Rete ospedaliera, stop alla riforma

Rinvio per la commissione che deve esaminare il testo. La maggioranza non c’è

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CAGLIARI . La riorganizzazione degli ospedali slitta ancora. Quando sembrava essere in dirittura d’arrivo, almeno in commissione sanità, il Pd ha chiesto e ottenuto un rinvio di due giorni – da ieri a domani – per la presentazione degli emendamenti alla proposta della giunta che risale al 2016. È stata la conferenza dei capigruppo a dare il via libera alla richiesta del Pd, ma la domanda è questa: perché il partito di maggioranza relativa ha avuto bisogno di far slittare la scadenza? La risposta è fin troppo semplice: sono ancora troppe le divisioni interne sulla rete ospedaliera. Confermata anche dal capogruppo Pietro Cocco: «Dopo una riunione, ci siamo resi conto che era necessario continuare a confrontarci prima degli emendamenti e soprattutto del voto in commissione». Che la tensione sia alta è confermata da altre due notizie: oggi, in Consiglio regionale, il governatore Francesco Pigliaru ha organizzato un vertice di maggioranza sulla sanità, potrebbe essere decisivo – e lunedì Giuseppe Luigi Cucca, segretario regionale del Pd, ha convocato una direzione straordinaria del partito nel tentativo di trovare una linea comune interna che ora non c’è. Ma che i Dem devono raggiungere comunque in tempi molto stretti se vogliono tenere fede a quanto annunciato a metà giugno dopo un altro vertice di maggioranza: «Il Consiglio approverà la rete ospedaliera entro luglio». Ipotesi oggi già messa a rischio dallo spostamento della scadenza per gli emendamenti. Questione di numeri. C’è dell’altro: per lo spostamento di un consigliere della minoranza da un gruppo all’altro – Gennaro Fuoco è passato dal Misto al Psd’Az –, la maggioranza rischia di non avere più neanche i numeri necessari per garantire il numero legale indispensabile in ogni riunione della commissione. O peggio ancora: potrebbe finire sotto in caso di votazione. È un problema tecnico su cui sono impegnate le diplomazie della coalizione – servirebbe il passaggio di un consigliere da un gruppo di partito al Misto per non correre il rischio – ma che da sola conferma ancor di più quanto la maggioranza sia in bilico su un tema sensibile come quello della sanità. La minoranza. In questa situazione il centrodestra ha schierato da tempo i fucilieri. Forza Italia da sola ha presentato 1500 emendamenti e il resto dell’opposizione ha fatto o farà altrettanto. «Andremo avanti a testa bassa – ha fatto sapere Pietro Pittalis, capogruppo di Fi – Sulla riorganizzazione degli ospedali, daremo battaglia fino all’ultimo. La proposta della giunta è piena di storture che penalizzano soprattutto la qualità dell’assistenza nelle periferie lontane dai poli di Cagliari e Sassari. È forte il rischio che presto ci siano sardi garantiti da una sanità di prima fascia almeno sulla carta e altri invece costretti ad accontentarsi di servizi inferiori. È una scelta per noi inaccettabile e visto che abbiamo due giorni in più, presenteremo altri emendamenti». Con un’altra carta pesante da giocare in aula al momento opportuno: il voto segreto che fa paura al centrosinistra. (ua)

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