Il Comune di Budoni parte civile
di Kety Sanna
Il sindaco Porcheddu: «Chi appicca le fiamme è un criminale, deve pagarla cara»
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BUDONI. La situazione nel territorio comunale di Budoni è finalmente tornata alla normalità. Ieri è stata giornata di ulteriore bonifica sulla collina divorata dalle fiamme, durante l’inferno di giovedì che ha portato all’evacuazione di 400 persone, tra residenti e turisti delle frazioni di Agrustos e Ludduì. Poi gli strascichi di venerdì, con focolai ravvivati dalle raffiche di maestrale che hanno impegnato ulteriormente le squadre in campo. Ora si passerà alla conta dei danni: il bilancio si annuncia piuttosto pesante.
«Se a seguito dell’attività investigativa si risalirà ai responsabili – annuncia il sindaco di Budoni, Giuseppe Porcheddu – ci costituiremo parte civile. Quelle appena trascorse sono state giornate faticose. Il danno ambientale è sotto gli occhi di tutti e “grazie” al gesto di queste persone che non hanno amore per la vita e per la natura, abbiamo visto vanificare parte del lavoro fatto per rendere ancora più attraente un territorio come il nostro. Abbiamo investito le nostre risorse sul turismo e abbiamo scommesso su questa importante risorsa economica. I danni ci sono – continua Porcheddu – e da una prima stima gli ettari interessati dall’incendio sarebbero 400. Ma sarebbero potuti essere molti di più – aggiunge il primo cittadino – se non avessimo lavorato in sinergia sull’evento. Perciò sento di ringraziare tutti per come sono state coordinate e svolte le operazioni: dalla Regione ai vigili del fuoco, dalla Protezione civile, agli operai di Forestas fino agli agenti del corpo Forestale, ai barracelli e alla capitaneria di porto, la macchina ha funzionato egregiamente. Dopo il primo momento di paura e tensione – aggiunge il sindaco –, sia i residenti che i turisti si sono sentiti al sicuro. Anche la struttura comunale ha dato i risultati sperati: il Coc ha raggiunto tutti gli obiettivi in una situazione di emergenza che nessuno poteva immaginare. Eravamo allertati dalla mattina ma non potevamo pensare che nel pomeriggio si sarebbe scatenato l’inferno. Ora spero – conclude il sindaco Giuseppe Porcheddu – che questi criminali vengano individuati e paghino per ciò che hanno fatto». (k.s.)
«Se a seguito dell’attività investigativa si risalirà ai responsabili – annuncia il sindaco di Budoni, Giuseppe Porcheddu – ci costituiremo parte civile. Quelle appena trascorse sono state giornate faticose. Il danno ambientale è sotto gli occhi di tutti e “grazie” al gesto di queste persone che non hanno amore per la vita e per la natura, abbiamo visto vanificare parte del lavoro fatto per rendere ancora più attraente un territorio come il nostro. Abbiamo investito le nostre risorse sul turismo e abbiamo scommesso su questa importante risorsa economica. I danni ci sono – continua Porcheddu – e da una prima stima gli ettari interessati dall’incendio sarebbero 400. Ma sarebbero potuti essere molti di più – aggiunge il primo cittadino – se non avessimo lavorato in sinergia sull’evento. Perciò sento di ringraziare tutti per come sono state coordinate e svolte le operazioni: dalla Regione ai vigili del fuoco, dalla Protezione civile, agli operai di Forestas fino agli agenti del corpo Forestale, ai barracelli e alla capitaneria di porto, la macchina ha funzionato egregiamente. Dopo il primo momento di paura e tensione – aggiunge il sindaco –, sia i residenti che i turisti si sono sentiti al sicuro. Anche la struttura comunale ha dato i risultati sperati: il Coc ha raggiunto tutti gli obiettivi in una situazione di emergenza che nessuno poteva immaginare. Eravamo allertati dalla mattina ma non potevamo pensare che nel pomeriggio si sarebbe scatenato l’inferno. Ora spero – conclude il sindaco Giuseppe Porcheddu – che questi criminali vengano individuati e paghino per ciò che hanno fatto». (k.s.)
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