Legambiente: il testo va corretto
Gli ecologisti: no al cemento nei 300 metri e ai centri benessere
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CAGLIARI. Legambiente non lo getta tutto nel cestino, perché «nel complesso è un buon disegno di legge con anche alcuni passi in avanti importanti nel governo del territorio», ma se non ci saranno almeno tre correzioni «è forte il rischio che la giunta regionale commetta alcuni clamorosi errori». Ed ecco quali sarebbero i correttivi indispensabili, come sono stati messi in fila da Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, Annalisa Colombu, presidente regionale e Vincenzo Tiana, coordinatore del comitato scientifico, Il primo errore da evitare – hanno detto – è che «gli alberghi nella fascia vincolata dei 300 metri dal mare aumentino i metri cubi». In quel territorio super protetto – hanno aggiunto – mai «potrà essere concesso, come previsto invece dal disegno di legge, un premio del 25 per cento delle volumetrie senza criteri stringenti e soprattutto il bonus non può essere uguale per tutte le strutture. Per fortuna, sappiamo che sull’ipotesi di una, chiamiamola così, soglia massima c’è un ripensamento della giunta». La controproposta è questa: «Divieto assoluto di qualsiasi nuova costruzione nei 300 metri anche se destinata ad aumentare l’offerta turistica, ma la possibilità di realizzare invece le volumetrie necessarie per adeguare le strutture alle norme sulla sicurezza e a quelle su come va migliorata l’efficienza energetica». Con una frase ancora più diretta: Legambiente dice no ed è un no secco alla costruzione di centri benessere, sfruttando il premio previsto anche dalle altre proposte di legge presentate, che in una tra l’altro scende dal 25 al 10 per cento, mentre è favorevole ad esempio all’installazione di pannelli solari, perché è proprio questo uno dei «principi sacrosanti» dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. «Con la nostra correzione – hanno sottolineato – prima di tutto sarebbe scongiurato l’ennesimo uso e consumo delle coste ed è un rischio che va evitato assolutamente, mentre una volta ultimati i lavori tecnici, definiamoli così, gli albergatori potranno sfruttare i benefici fiscali previsti per l’efficienza energetica. Alcuni addirittura arrivano fino al 75% dell’investimento». Per poi aggiungere: «Il mercato è cambiato e sbaglia chi sostiene ancora una vecchia equazione: più la struttura è grande, più aumenta il fatturato. Oggi a essere in crescita è soprattutto la richiesta di un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente». La altre due correzioni indispensabili riguardano gli articoli che, stando al testo della giunta, darebbero la possibilità ai Comuni e alla Regione di superare i vincoli previsti dal Piano paesaggistico. «Nessuna deroga al Ppr – ha ribadito Legambiente – dev’essere possibile. Non possono essere certo lasciati spiragli di discrezionalità o zone grigie in cui qualcuno potrebbe infilarsi con interpretazioni d’ogni tipo. Le regole di tutela ci sono, sono molto chiare e vanno rispettate da tutti. Per questo ribadiamo il nostro no alle scorciatoie e rilanciamo la richiesta di un dibattito trasparente sulla legge urbanistica. Con la certezza che senza correzioni, sarà altissimo il rischio di un clamoroso passo indietro». Con un ultimo avvertimento lanciato da Legambiente: «Fra non molto, come annunciato dall’accordo di Parigi, a essere messi sotto tutela non saranno più solo i 300 metri dal mare ma i 500, perché lo sanno tutti, sono questi i confini reali dell’ecosistema mondiale in pericolo». (ua)
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