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La riforma dei posti letto tagli a Sassari e Cagliari

La riforma dei posti letto tagli a Sassari e Cagliari

Sono le città più colpite ma anche le uniche con ospedali di riferimento regionale Maggioranza: risparmio di 134 milioni in 3 anni. Opposizioni: norma da bocciare

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CAGLIARI. Giusta o sbagliata che possa essere, a deciderlo sarà il Consiglio regionale, la riorganizzazione della rete ospedaliera ha una sua logica: riequilibrare i posti letto nella sanità pubblica. Perché – stando a un’indagine del 2014, è l’ultima disponibile – quelli destinati al ricovero dei pazienti acuti da sempre sono troppi, superano i 4.750, mentre sono sottodimensionati quelli per i post acuti e la riabilitazione, appena 147. Stando alla tabella approvata a maggioranza dalla commissione del Consiglio, il travaso c’è stato eccome. I primi, quelli per gli acuti, scenderanno a 4.101 (-657), gli altri aumenteranno fino a 542 (+395). In totale per gli ospedali pubblici ci sarà un saldo negativo, sono 262 posti letto in meno, e il taglio o redistribuzione che sia – almeno secondo le intenzioni dell’assessore alla sanità Luigi Arru e della maggioranza di centrosinistra – dovrebbe portare a un risparmio di 134 milioni in tre anni, con soprattutto una drastica riduzione dei cosiddetti ricoveri impropri: quasi 15mila su un totale di oltre 190 mila.

Macro aree. Al netto della sanità privata, la riorganizzazione di quella pubblica punta con la riforma a decentrare i posti letto nelle zone che finora avevano i maggiori buchi fra reparti e specializzazioni. Tant’è che i tagli più netti – sempre secondo l’ultima tabella – sono stati previsti nel grande distretto del Nord Ovest, è quello di Sassari, con un meno 146, (da 1.155 a 1.009) e soprattutto nel Sud Est, Cagliari e dintorni, con meno 171: da 2.005 a 1.834. Che di contro saranno le due aree con gli unici ospedali di riferimento regionale: l’Azienda universitaria, a Sassari, e il Brotzu a Cagliari. È consistente (-58) anche il taglio nell’area del Nord Est, la Gallura, ma in parte dovrebbe essere compensato dall’apertura – chissà quando – del Mater Olbia. L’aumento più consistente di posti letto sarà invece nell’Oristanese, da 331 a 376, con un +45, nel distretto di Nuoro, da 450 a 485 +35, nel Medio Campidano, da 182 a 212 +30, e in Ogliastra, da 109 a 112 +3. Il Sulcis-Iglesiente continuerà ad avere gli stessi posti letto: 317.

I reparti in crescita. Proprio nella logica che nella sanità pubblica devono aumentare i posti per i post acuti, è la riabilitazione il reparto che in assoluto cresce di più, con più 241. Al secondo posto il lungodegenti (+91) e al terzo cardiologia (+75). In doppia cifra aumentano anche le disponibilità e regionali di neuroriabilitazione (+57), terapia sub intensiva (+48), nefrologia (+34), chirurgia vascolare (+28), cardiochirurgia(+18), ematologia (+14), oncologia (+12) e chirurgia plastica (+12). Sotto la doppia cifra, chirurgia toracica (+7), onco-ematologia pediatrica (+7), unità spinale (+6) unità coronarica (+3). Infine reumatologia e odontoiatria con un posto letto in pi più a testa.

I reparti in calo. Per ridurre al massimo i ricoveri impropri, la tabella non poteva che incidere su questi due reparti: medicina generale e chirurgia generale. Sono quelli a più bassa specializzazione e infatti il primo ha un nuovo saldo negativo, sempre nella sanità pubblica, con 269 posti letto in meno, mentre chirurgia generale si assesta a -231. In questa classifica al ribasso, al terzo posto c’è ostetricia ginecologia, con -99, e al quarto pediatria, -88. Poi gli altri reparti ridimensionati: otorinolaringoiatria (-365), oculistica (-27), nefrologia (-23), ortopedia (-20), neurologia (-19), chirurgia pediatrica (-16), neuropsichiatria infantile (-15), gastroenterologia (-13) e geriatria (-12). Sotto la doppia cifra, malattie infettive (-9), urologia (-8), medicina nucleare (-7), chirurgia maxillo facciale (-5), dermatologia (-5) endocrinologia (-3), neurochirurgia (-3) e infine due posti letto in meno ciascuno per terapia intensiva, terapia intensiva neonatale, pneumologia e psichiatria.

I contrari. Il Consiglio delle autonomie locali deve dire no alla riorganizzazione degli ospedali come proposta dalla commissione sanità. A sollecitare il parere contrario è Edoardo Tocco, Forza Italia: «Sono convinto – sostiene – che i Comuni non accetteranno una riforma destinata a emarginare ancor di più le zone svantaggiate, con un evidente ridimensionamento delle specialità e una sforbiciata netta in diversi ospedali». Per il movimento Sardigna libera, la «nuova mappa è zeppa d’inganni e a pagare le conseguenze di quella che purtroppo passerà alla storia come una spaventosa legge truffa saranno ancora una volta i cittadini». (ua)

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