L’avannotteria resta ancora chiusa
di Simone Repetto
La struttura di Carloforte per l’allevamento di pesci a caccia di nuovi acquirenti
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CARLOFORTE. Permane lo stato di abbandono di una struttura pubblica dall'alto potenziale produttivo, che potrebbe rappresentare una fonte di sviluppo economico e rilancio di nuove filiere, legate all'allevamento di specie marine destinate a soddisfare i palati più raffinati. Si tratta del cosiddetto Ceprigap, il Centro provinciale per la riproduzione dei gamberi peneidi, avannotteria che si trova a sud dell'isola di San Pietro, a pochi passi dal mare. Nel passaggio di gestione dalla Provincia di Cagliari a quella del Sud Sardegna, terminata da un decennio la produzione della pregiata materia prima - gli avannotti del gamberone imperiale Marsupeanus japonicus -, da gennaio si trova anche senza sorveglianza. Col rischio che i suoi confini possano essere varcati da curiosi o malintenzionati, esponendosi a episodi di vandalismo e furti. Al suo interno, oltre a impianti sofisticati e attrezzatura scientifica di gran valore, si trovano anche sostanze pericolose, come la formalina, necessarie al processo di produzione un tempo attivo. Insomma, è urgente un intervento del nuovo gestore provinciale, almeno per ripristinare la vigilanza.
In attesa che venga formulato un nuovo bando, il commissario provinciale Giorgio Sanna si è detto disponibile a valutare in tempi rapidi ogni soluzione, utile alla salvaguardia del bene e al suo pronto rilancio. L'ultimo tentativo è fallito nel novembre scorso, quando andò deserta l'asta bandita dalla Provincia di Cagliari per la vendita di un immobile dal valore di base di un milione e 350 mila euro, e un probabile valore di mercato intorno ai due milioni. Cifre che, probabilmente, verranno riviste al ribasso, per attrarre soggetti privati e pubblici eventualmente interessati a un impianto nato nel 1998 come unico, in Italia, per tipologia di processo e prodotto adottata. La gestione venne affidata a un'azienda del cagliaritano con cui successivamente la provincia aprì un lungo contenzioso giudiziario che, di fatto, ne bloccò lo sviluppo imprenditoriale. Sotto custodia giudiziaria, si produssero piccoli gamberi solo in forma limitata, da vendere per coprire i costi di gestione. Tuttavia, l'interesse per la specie riprodotta era tale che, tra i compratori, si presentarono anche imprenditori albanesi, i cui camion sbarcarono nell'isola per caricare i preziosi gamberetti e farli crescere altrove, portando il grosso del valore aggiunto fuori Sardegna.
In attesa che venga formulato un nuovo bando, il commissario provinciale Giorgio Sanna si è detto disponibile a valutare in tempi rapidi ogni soluzione, utile alla salvaguardia del bene e al suo pronto rilancio. L'ultimo tentativo è fallito nel novembre scorso, quando andò deserta l'asta bandita dalla Provincia di Cagliari per la vendita di un immobile dal valore di base di un milione e 350 mila euro, e un probabile valore di mercato intorno ai due milioni. Cifre che, probabilmente, verranno riviste al ribasso, per attrarre soggetti privati e pubblici eventualmente interessati a un impianto nato nel 1998 come unico, in Italia, per tipologia di processo e prodotto adottata. La gestione venne affidata a un'azienda del cagliaritano con cui successivamente la provincia aprì un lungo contenzioso giudiziario che, di fatto, ne bloccò lo sviluppo imprenditoriale. Sotto custodia giudiziaria, si produssero piccoli gamberi solo in forma limitata, da vendere per coprire i costi di gestione. Tuttavia, l'interesse per la specie riprodotta era tale che, tra i compratori, si presentarono anche imprenditori albanesi, i cui camion sbarcarono nell'isola per caricare i preziosi gamberetti e farli crescere altrove, portando il grosso del valore aggiunto fuori Sardegna.
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