continuità territoriale
Ct1, scontro tra Lai e Cappellacci
L’ex governatore: subito il bando. Il senatore: danni ereditati da lui
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CAGLIARI
Scontro sul bando per la Ct1. Il coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci va all’attacco. «La Giunta non perda altro tempo e pubblichi subito il nuovo bando per la Continuità territoriale per Cagliari». La risposta arriva subito dal senatore del Pd Silvio Lai. «Il coordinatore regionale di Fi dovrebbe avere la decenza del silenzio e di non lanciare consigli e proclami dopo aver inanellato una serie di errori e scelte scellerate negli anni in cui hanno governato male la Sardegna». Badilate tra i due che non si risparmiano. «Nel 2014 – dice Cappellacci – Pigliaru e i suoi hanno cancellato le rotte minori e ora rischiano di far perdere al capoluogo anche la continuità per Roma e Milano. Cagliari rischia di perdere due milioni di passeggeri. Se pensiamo che ogni visitatore spende 100 euro al giorno per una permanenza media di circa quattro giorni, basta una semplice moltiplicazione per comprendere il danno che potrebbe essere provocato da un'ulteriore inerzia della giunta. Non si può pensare che il diritto alla mobilità dei sardi resti in balia degli interessi delle compagnie aeree e con esso anche le ambizioni turistiche della nostra terra». Non si fa attendere la risposta di Lai. « Cappellacci parla di compagnie aeree che verrebbero privilegiate ma dovrebbe sapere bene - dice Lai - che è stato fatto un bando proprio per evitare privilegi alle compagnie e cercare il massimo vantaggio per i sardi. Il fatto che il bando sia stato disertato per Cagliari conferma quanto le accuse mosse ora siano ingiustificate. E vale la pena ricordare all'ex governatore che il bando fatto dalla sua giunta, che prevedeva la tariffa unica uguale per tutti, residenti e non, venne disertato dalle compagnie aeree. Chi predica ora dovette suo malgrado tornare a miti consigli e ci mise oltre 10 mesi per fare un nuovo modello operativo. Dire genericamente fai in fretta significa anche rinunciare in partenza alla possibilità che Alitalia, superata nelle prossime settimane l'attuale gestione commissariale, possa almeno partecipare e questo mi pare cosa auspicabile. Fare un nuovo bando è questione rapidissima, farlo a costi adeguati e con la possibilità di successo, perché compagnie adeguate alla sfida ci partecipino, richiede attenzione e acume politico che evidentemente non tutti sembrano tenere in conto».
Scontro sul bando per la Ct1. Il coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci va all’attacco. «La Giunta non perda altro tempo e pubblichi subito il nuovo bando per la Continuità territoriale per Cagliari». La risposta arriva subito dal senatore del Pd Silvio Lai. «Il coordinatore regionale di Fi dovrebbe avere la decenza del silenzio e di non lanciare consigli e proclami dopo aver inanellato una serie di errori e scelte scellerate negli anni in cui hanno governato male la Sardegna». Badilate tra i due che non si risparmiano. «Nel 2014 – dice Cappellacci – Pigliaru e i suoi hanno cancellato le rotte minori e ora rischiano di far perdere al capoluogo anche la continuità per Roma e Milano. Cagliari rischia di perdere due milioni di passeggeri. Se pensiamo che ogni visitatore spende 100 euro al giorno per una permanenza media di circa quattro giorni, basta una semplice moltiplicazione per comprendere il danno che potrebbe essere provocato da un'ulteriore inerzia della giunta. Non si può pensare che il diritto alla mobilità dei sardi resti in balia degli interessi delle compagnie aeree e con esso anche le ambizioni turistiche della nostra terra». Non si fa attendere la risposta di Lai. « Cappellacci parla di compagnie aeree che verrebbero privilegiate ma dovrebbe sapere bene - dice Lai - che è stato fatto un bando proprio per evitare privilegi alle compagnie e cercare il massimo vantaggio per i sardi. Il fatto che il bando sia stato disertato per Cagliari conferma quanto le accuse mosse ora siano ingiustificate. E vale la pena ricordare all'ex governatore che il bando fatto dalla sua giunta, che prevedeva la tariffa unica uguale per tutti, residenti e non, venne disertato dalle compagnie aeree. Chi predica ora dovette suo malgrado tornare a miti consigli e ci mise oltre 10 mesi per fare un nuovo modello operativo. Dire genericamente fai in fretta significa anche rinunciare in partenza alla possibilità che Alitalia, superata nelle prossime settimane l'attuale gestione commissariale, possa almeno partecipare e questo mi pare cosa auspicabile. Fare un nuovo bando è questione rapidissima, farlo a costi adeguati e con la possibilità di successo, perché compagnie adeguate alla sfida ci partecipino, richiede attenzione e acume politico che evidentemente non tutti sembrano tenere in conto».
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