Assalti ai blindati, processo ripreso
Prima udienza a rilento dopo la pausa estiva: mancano i testimoni dell’accusa
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CAGLIARI. Quando i banditi misero le mani sui contenitori di denaro custoditi nel furgone della Vigilpol, sulla strada fra Bonorva e Sassari, il congegno schiumablocco stranamente non funzionò. Era il primo settembre del 2015. Risultato: 500 mila euro in banconote finirono direttamente nelle mani dei rapinatori, fuggiti in un lampo a bordo di auto rubate. Ma è stato per quel dettaglio, tutt’altro che irrilevante per investigatori esperti come quelli delle squadre mobili di Sassari e di Cagliari, che il faro delle indagini s’allargò subito oltre i confini della criminalità conosciuta per illuminare un’area abitata da personaggi contigui: d’intesa col sostituto procuratore della Dda Danilo Tronci vennero messi sotto intercettazione i telefoni di alcune guardie giurate vittime dell’assalto, quelle che si trovavano sul furgone portavalori Dumper Perlini. Per capire se qualcuno avesse dato una mano ai banditi, disattivando il congegno di sicurezza che salva le banconote. Non solo: «Partendo dai luoghi dove ritrovammo le auto usate per il colpo - ha riferito al tribunale Piergiuseppe Foddai, commissario capo della Sco di Sassari - indirizzammo le ricerche su chi in quelle zone aveva attività, terreni e case». Personaggi con giudizi e indagini penali alle spalle, che potevano aver svolto un ruolo di comprimari. I controlli però - ha spiegato ai giudici il commissario Foddai - non diedero esito: «Tutti i tabulati vennero spediti alla Sco di Roma - ha detto il commissario - perchè fossero analizzati incrociando i dati, ma alla fine non saltò fuori nulla di interessante». La rapina alla Mondialpol di Sassari costrinse successivamente la polizia sassarese a dirottare la propria attenzione altrove e le indagini andarono avanti fino all’arresto della banda Olianas. Per il colpo di Bonorva sono imputati l’ex vicesindaco di Villagrande, Luca Arzu, Fabrizio Manca e Salvatore Sanna (che ha scelto il giudizio abbreviato) ma secondo la Dda parteciparono alla rapina da mezzo milione almeno altre sei persone rimaste senza nome.
Ripreso ieri dopo la pausa estiva, il processo ai ventisei imputati della sequenza di rapine ai portavalori - tra ottobre 2013 e marzo 2016 - è stato disertato ieri mattina da alcuni testimoni dell’accusa, assenze che hanno rallentato pesantemente l’avvio dell’udienza. C’è stato un duro scontro fra il pm Tronci e l’avvocato nuorese Francesco Lai, quando all’osservazione del presidente Ermengarda Ferrarese («oggi l’udienza è partita male») il legale ha voluto aggiungere una battuta: «Direi che non è partita». E’ stato a quel punto che il pm Tronci ha diffidato l’avvocato usando un tono di voce altissimo, con Lai che ha replicato con lo stesso tono. La presidente Ferrarese ha osservato muta il durissimo scontro in aula e ha deciso di sospendere l’udienza per un quarto d’ora: «Questi non sono i modi, così non si va avanti».
Fino a ieri il tribunale ha sentito circa la metà dei 165 testimoni in elenco, il dibattimento proseguirà lunedì prossimo con l’esame del tentativo di rapina al portavalori della Mondialpol avvenuto il 23 novembre 2015 nella strada tra Ardara e Siligo. (m.l)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ripreso ieri dopo la pausa estiva, il processo ai ventisei imputati della sequenza di rapine ai portavalori - tra ottobre 2013 e marzo 2016 - è stato disertato ieri mattina da alcuni testimoni dell’accusa, assenze che hanno rallentato pesantemente l’avvio dell’udienza. C’è stato un duro scontro fra il pm Tronci e l’avvocato nuorese Francesco Lai, quando all’osservazione del presidente Ermengarda Ferrarese («oggi l’udienza è partita male») il legale ha voluto aggiungere una battuta: «Direi che non è partita». E’ stato a quel punto che il pm Tronci ha diffidato l’avvocato usando un tono di voce altissimo, con Lai che ha replicato con lo stesso tono. La presidente Ferrarese ha osservato muta il durissimo scontro in aula e ha deciso di sospendere l’udienza per un quarto d’ora: «Questi non sono i modi, così non si va avanti».
Fino a ieri il tribunale ha sentito circa la metà dei 165 testimoni in elenco, il dibattimento proseguirà lunedì prossimo con l’esame del tentativo di rapina al portavalori della Mondialpol avvenuto il 23 novembre 2015 nella strada tra Ardara e Siligo. (m.l)
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