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la funzionaria che aprì l’inchiesta 

Non ci fu mobbing su Ornella Piredda

Non ci fu mobbing su Ornella Piredda

CAGLIARI. Gli esposti presentati tra ottobre 2008 e gennaio 2009 da Ornella Piredda erano fondati: le indagini del pm Marco Cocco, delle sezioni di polizia giudiziaria dei carabinieri e della guardia...

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CAGLIARI. Gli esposti presentati tra ottobre 2008 e gennaio 2009 da Ornella Piredda erano fondati: le indagini del pm Marco Cocco, delle sezioni di polizia giudiziaria dei carabinieri e della guardia di finanza hanno dimostrato che la funzionaria regionale aveva visto giusto. Spese pazze, soldi pubblici usati a scopi privati, assegni mensili distribuiti generosamente senza alcuna giustificazione legale. Ma se la sentenza della prima sezione - non la prima, ma quella che coinvolge il maggior numero di onorevoli ed ex onorevoli - ha consegnato alla Piredda il merito di aver scoperchiato il vaso di Pandora dei fondi ai gruppi, i giudici hanno assolto l’ex capo del gruppo misto Giuseppe Atzeri dall’accusa di aver compromesso la salute della funzionaria che chiedeva il rispetto della legalità, sottoponendola a un’incessante attività di mobbing. I fatti riferiti dalla Piredda - ha scritto in sostanza il giudice Mauro Grandesso - hanno trovato piena conferma al dibattimento. Ma nonostante le consulenze dei due medici - compreso quello nominato dal tribunale - chiamati a riferire sullo stato di salute della funzionaria abbiano messo in relazione la sua malattia con i rapporti tesissimi tra lei e Atzeri e con le decisioni assunte dal presidente del gruppo, il tribunale ha puntato il dito su qualcosa che al processo pubblico non è emersa del tutto: il fatto che le condizioni di salute della Piredda fossero già precarie prima, almeno alcuni mesi prima, che all’interno degli uffici del gruppo misto salisse la tensione. In altre parole: Ornella Piredda aveva problemi di salute già prima di aver preteso la rendicontazione delle spese, per poi trovarsi di fronte a un muro eretto da Atzeri e dal segretario del gruppo. Quindi la colpa del suo stato non può essere ascritta ad Atzeri e ai suoi collaboratori nella legisaltura 2004-2009. Se è certo che su questo punto si riaprirà al processo d’appello il confronto tra il legale di parte civile Andrea Pogliani e il difensore di Atzeri, Agostinangelo Marras, è altrettanto certo che la valutazione del tribunale ha assegnato alla Piredda una vittoria parziale, che l’ha privata del sostanzioso risarcimento richiesto dal suo avvocato. Il giudizio finale però è ancora lontano nel tempo. (m.l)

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