Coldiretti: «Allevamenti sicuri»
Il direttore Luca Saba scommette sulla buona fede delle aziende sarde
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SASSARI. «I consumatori sardi possono e devono stare tranquilli perché hanno a che fare con aziende sane e con produttori scrupolosi». Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, è pronto a scommettere sulla buona fede di chi si occupa dell’allevamento intensivo, anche quello delle galline ovaiole: «Lo dimostra il comportamento dello stesso produttore – aggiunge Saba – che ha deciso di fare un ulteriore controllo nonostante il suo allevamento fosse già stato controllato tre volte. D’altra parte è un comportamento normalissimo perché in una regione scarsamente popolata come la Sardegna è molto facile che le produzioni delle aziende finiscano nel ciclo alimentare di parenti e amici».Secondo il direttore di Coldiretti la maggiore garanzia a disposizione dei sardi è proprio l’assoluta rintracciabilità dei produttori: «Innanzi tutto sono pochi, dunque tutti abbastanza conosciuti. E poi si tratta di aziende di piccole dimensione che non hanno i problemi dei grandi produttori. Infine sarebbe come preoccuparsi di comprare qualcosa dal proprio dirimpettaio che, ovviamente, non potrebbe avere alcun interesse nel truffare il suo vicino di casa». Eppure, sembra proprio che sia andata così: «Ovviamente non posso commentare il caso specifico perché non lo conosco a fondo ma credo che il comportamento dell’azienda la dica lunga e quindi tendo a credere nella sua innocenza. Ad esempio, potrebbe aver utilizzato un acaricida che conteneva piccole quantità di Fipronil senza saperlo. Se le poche informazioni che ho ricevuto dovessero essere corrette, si tratterebbe di galline che depongo le uova a terra, dove è più probabile che possano essere attaccate dagli acari. In ogni caso non credo sia già arrivato il tempo di fare processi, prima dovranno essere appurati tanti dettagli come la quantità di insetticida utilizzato e la verifica dell’eventuale dolo». Intanto l’allevamento subirà uno stop: «Necessario perlomeno per la bonifica degli ambienti – conclude Saba – poi saranno i tecnici della Assl a decidere quando e come potranno iniziare a produrre e a vendere le loro uova». (c.z.)
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