Maggioranza in crisi su Lanusei e Alghero
La riorganizzazione degli ospedali divide il centrosinistra. Riaprirà pediatria al Merlo di La Maddalena
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CAGLIARI. C’era bisogno di una nuova lunga riflessione sulla riforma ospedaliera prima del voto finale? Eccome, e forse non basterà neanche al centrosinistra per disinnescare le polemiche interne e da martedì navigare tranquillo nell’aula del Consiglio regionale. Nonostante una prima giornata intensa in commissione sanità, i casi aperti restano ancora diversi. Però c’è chi, come Pierfranco Zanchetta dell’Upc, è riuscito comunque a portare a casa un buon risultato. All’ospedale Merlo di La Maddalena riaprirà, con due posti letto, il reparto di pediatria ed è stata confermata la camera iperbarica. Sul futuro del punto nascita invece la trattativa continua, nonostante un emendamento condiviso, almeno sulla carta, che eviterebbe la chiusura del reparto fino a quando non sarà a regime l’elisoccorso. Se sulla Maddalena sono stati fatti passi in avanti, è ancora sul tavolo il futuro degli ospedali di Lanusei e dell’accoppiata Alghero-Ozieri. Sul primo Franco Sabatini del Pd non ha accettato la richiesta del presidente della commissione Raimondo Perra e quindi della maggioranza di ritirare l’emendamento che prevede «il riconoscimento del primo livello immediato e non solo delle funzioni di primo livello» per l’ospedale dell’Ogliastra. Comunque lo presenterà in aula e, a quel punto, è possibile che intorno alla sua proposta nasca una maggioranza trasversale, con la possibilità per il centrosinistra di andare sotto. A insistere sul riconoscimento immediato anche per Alghero-Ozieri del primo livello, senza bisogno di aspettare il monitoraggio proposto dalla giunta, è Daniele Cocco, capogruppo di Articolo 1-Mdp. Anche in questo caso le rassicurazioni avute finora dall’assessorato alla sanità non avrebbero convinto Cocco a ritirare gli emendamenti. Emendamenti con cui sollecita più autonomia per Alghero da Sassari e l’inserimento, tra l’altro, di Ozieri nella rete regionale per gli ictus e la conferma del reparto di radiologia extravascolare. Sempre nella maggioranza a puntare i piedi c’è e Campo progressista, che sul futuro degli ospedali in dismissione di Cagliari (dal Marino al Civile) pretende più chiarezza e vorrebbe l’apertura al Binaghi del centro regionale per la sclerosi multipla. Dunque, le spine per la maggioranza sono molte e in più alcuni consiglieri sempre del centrosinistra punterebbero al riconoscimento diretto del secondo livello per il San Francesco di Nuoro, ora inserito nella rete solo come «primo livello rinforzato». Intanto la minoranza di centrodestra continua a contestare ogni passaggio della riforma e col vicepresidente della commissione sanità, Edoardo Tocco, va anche oltre: «Altro che aspettare l’approvazione della Rete, i manager dell’Ats e delle tre aziende ospedaliere hanno cominciato a chiudere i reparti e trasferire il personale. Sono tutte decisioni inaccettabili, offensive per il Consiglio regionale». C’è da registrare, infine, la presa di posizione di Campo progressista contro la decisione della presidenza del Consiglio di cassare sul nascere gli ultimi 1007 emendamenti presentati dal Psd’Az. «È stato un errore – scrive Cp – perché sulla sanità la maggioranza ha il dovere di trovare la massima condivisione e deve ascoltare anche l’opposizione».
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