Sanità, maggioranza sotto sul caso Nuoro
Approvato l’emendamento dei Rossomori: sospesa la decisione sul secondo livello al San Francesco
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CAGLIARI. Alla fine della prima giostra, la seconda comincerà martedì, sulla riorganizzazione degli ospedali il centrosinistra è riuscito ad andare sotto. È stato sconfitto (24 a 20) su un emendamento presentato da Emilio Usula dei Rossomori, che sin dall’inizio del dibattito è impegnato a far riconoscere il secondo livello, quello massimo previsto, anche all’ospedale di Nuoro. Promozione che invece per la maggioranza non dovrà esserci: il San Francesco è al di sotto della soglia minima prevista dal ministero della salute. Però grazie a una maggioranza trasversale e alle molte assenze fra i banchi del centrosinistra, Usula ha ottenuto che anche per Nuoro, come accaduto mercoledì con Lanusei, il voto decisivo a favore o contro sia rinviato alla fine della discussione sulla griglia in cui finiranno i 29 ospedali pubblici. A far breccia, in aula, è stata questa frase di Usula: «Se abbiamo sentito la necessità di riflettere ancora sul primo livello per Lanusei, dobbiamo darci questa possibilità anche quando c’è in gioco il secondo livello per Nuoro». I relatori di maggioranza hanno espresso parere contrario, ma l’aula ha detto sì alla riflessione e al rinvio. Anche se poco dopo, in uno scenario ormai surreale, il centrosinistra ha approvato la tabella che esclude Nuoro dal secondo livello. Ma a questo punto è un’approvazione con riserva, perché sia Lanusei che il San Francesco (la cui richiesta però è stata già bocciata qualche giorno fa) sono di fatto ritornati in gioco. Poi giusto per no farsi mancare nulla centrosinistra e centrodestra si sono ritrovati a votare insieme un emendamento che «esclude qualunque possibilità di fusione fra il Brotzu e l’ospedale universitario di Cagliari». Nel testo originale – secondo Anna Maria Busia e Francesco Agus di Cp – c’era invece ancora qualche spazio possibile per la fusione: meglio cancellarlo e così è stato. Ma nonostante questo andamento schizofrenico – per la verità più da parte della maggioranza che dell’opposizione – il Consiglio è sempre diviso in blocchi. Anche in chiusura di seduta Edoardo Tocco di Forza Italia, è il relatore di minoranza, ha detto: «Più andiamo avanti nei capitoli, più questa riforma sembra essere una follia». Con Raimondo Perra del Psi, presidente della commissione sanità, che ha replicato: «Noi vogliamo salvare la sanità, voi l’avete affossata». Martedì all’ordine del giorno ci sarà un altro capitolo delicato: la nuova mappa dei posti letto. (ua)
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