La Nuova Sardegna

Le imprese: «Sì al referendum»

Le imprese: «Sì al referendum»

Adesione massiccia: «Lo svantaggio economico e sociale dev’essere riconosciuto dalla Costituzione»

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Di assistenzialismo le imprese non vogliono più sentir parlare. Per loro il nuovo corso può partire solo dalla competitività: «Dobbiamo però avere le stesse opportunità che hanno gran parte delle nostre concorrenti». Proprio per questo Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Apisarda e Confagricoltura hanno firmato il referendum che propone l’inserimento dell’insularità in Costituzione. Hanno aderito anche Confindustria, Cia e Copagri, mentre la Coldiretti deciderà dopo un confronto fra gli iscritti. Se il presidente del comitato promotore, Roberto Frongia, ha ricordato che «ogni anno il costo dei trasporti incide per 660 milioni sull’economia sarda», Marina Adamo del coordinamento imprese ha rilanciato di fatto una storica vertenza. «Le nostre aziende – ha detto – partono sin dall’inizio con uno svantaggio che non solo non è riconosciuto dal governo, ma neanche considerato dal mercato e quindi senza quelle invocate pari opportunità è difficile poter fare impresa». E non è più neanche pensabile che «gli investimenti arrivino ancora sotto forma di un’assistenza statale fine a se stessa, perché è quella che finora non ha prodotto effetti duraturi ma solo illusioni». Uno dopo l’altro gli imprenditori hanno detto che «il riconoscimento dell’insularità in Costituzione è, a questo punto, una condizione irrinunciabile per ottenere pari diritti dallo Stato». Per poi mettere in fila quelli che sono gli handicap di partenza: l’arrivo delle materia prime, i costi sono più alti di quelli strappati dai concorrenti, la spedizione del prodotto finito, con un prezzo sul mercato di per sé svantaggiato proprio a causa dei trasporti, e l’energia, con sulle spalle la bolletta più cara d’Italia. Poi c’è il vuoto delle infrastrutture: «La Sardegna continua a essere indietro e dev’essere lo Stato a colmare l’handicap, ma lo deve fare con investimenti duraturi». Oltre a Francesco Porcu, Alberto Bertolotti, Paolo Abngius, Antonio Mazzuzzi, Giorgio Delpiano e Luca Sanna, è intervenuto Stefano Sardara, presidente della Dinamo: «Anche nello sport l’insularità è un macigno e senza correttivi è come uscire dallo spogliatoio già sotto di dieci punti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative