La Nuova Sardegna

Miele, un barattolo su tre è straniero

di Michela Cuccu
Miele, un barattolo su tre è straniero

L’allarme di Coldiretti: «In Sardegna la produzione è crollata del 50%, raccolti solo 7mila quintali»

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ORISTANO. Il 2017 verrà ricordato come l’anno nero per la apicoltura nazionale e sarda. Sia a livello nazionale che regionale la produzione è più che dimezzata. Quest’anno gli apicoltori hanno raccolto complessivamente circa 10mila tonnellate di miele. «Uno dei peggiori risultati registrati negli ultimi 35 anni – spiegano alla Coldiretti –, drammaticamente inferiore al raccolto già scarso dello scorso anno, sceso ad appena 16mila tonnellate».

Secondo gli operatori del settore questo è l’effetto delle diffuse gelate primaverili, cui ha fatto seguito il caldo e la siccità, che hanno fatto seccare i fiori. A tutto questo vanno anche sommati i danni causati dagli incendi estivi, che hanno fatto strage di decine di milioni di api. Il clima anomalo ha colpito i diversi tipi di mieli, specie in pianura, mentre si è salvato solo qualche raro miele di montagna. Fin qui il dato nazionale, ma è altrettanto allarmante il dato ricavato dal monitoraggio svolto dalla Coldiretti in Sardegna: appena 7mila i quintali di miele raccolti nell’isola contro una media storica di 15mila quintali. Il risultato è che la produzione locale quest’anno soddisferà meno del 50 per cento del consumo regionale.

Lo studio di Coldiretti affronta anche altri aspetti, altrettanto importanti. «Va evidenziato – si legge – come il miele locale raramente sia presente negli scaffali della grande distribuzione, se non in quantità molto limitate». Il miele viene venduto ad un prezzo medio di 11 euro al chilo, il miele amaro di corbezzolo, il più pregiato, è venduto invece tra i 30 e i 50 euro al chilo. Complessivamente è di 11 milioni di euro il fatturato del settore nell’ isola.

Il crollo dei raccolti nazionali favorisce le importazioni di miele di minore qualità dall’estero: oltre 7000 tonnellate nei primi quattro mesi del 2017 secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. Se il trend sarà confermato, sugli scaffali due barattoli su tre saranno stranieri. Circa un terzo del miele importato viene dall’Ungheria ma un flusso consistente, di oltre il 10 per cento del prodotto, arriva dalla Cina. Per i circa 2700 apicoltori isolani, tra hobbisti e professionali, che risultano iscritti nella banca dati apistica per un numero di alveari pari a 60 mila, i problemi non finiscono qui. «In vendita si trovano sempre più spesso prodotti provenienti dall’estero, di bassa qualità – avverte il presidente della Coldiretti di Oristano Giovanni Murru–, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta».

In uno scenario di forte difficoltà il miele sardo continua comunque a ricevere importanti attestazioni di qualità. Sono stati ben 12 gli apicoltori isolani premiati al concorso nazionale “Grandi Mieli d’Italia” a Bologna, il più importante concorso dell’eccellenza apistica italiana.



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