Il Pds: noi il ponte con il modello corso
Sedda rivendica il ruolo del partito. Progetto Autodeterminatzione: la strada che vogliamo seguire
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SASSARI. Il successo dei nazionalisti corsi continua a far discutere più in Sardegna che nell’isola gemella. Il presidente del Partito dei Sardi, Franciscu Sedda, punta il dito contro gli altri partiti della galassia sardista. Tutti saliti sull’ottovolante della vittoria corsa. «L’eclatante vittoria della coalizione “Pè a Corsica” ha dato vita in Sardegna a una serie di mirabolanti dichiarazioni del tipo “hanno vinto perché hanno fatto come noi” o “noi vinceremo perché faremo come loro” – dice Sedda –. Dichiarazioni legittime, ma sospette perché fatte da chi negli ultimi tre anni ha reagito in modo indifferente a quello che accadeva in Corsica. Il Pds è stato l’unico partito europeo invitato all’insediamento del governo corso presieduto da Gilles Simeoni nel 2015. Siamo noi ad avere favorito una nuova fase dei rapporti politici e istituzionali fra Sardegna e Corsica. La giunta Pigliaru, in cui era presente Paolo Maninchedda, ha sviluppato una politica internazionale della Sardegna. Idea che ha iniziato a tradursi in pratica il 12 febbraio 2016 con il primo incontro fra i due Governi a Villa Devoto».
Progetto Autodeterminatzione. Il progetto di cui fanno parte Rossomori, Sardos, Sardegna Possibile, Liberu, Sardigna Natzione, Irs, Gentes e Comunidades, interviene sul voto in Corsica attraverso il suo portavoce Anthony Muroni. «Salutiamo con soddisfazione il grande successo elettorale delle forze autonomiste corse, un esempio al quale guardare per organizzare una costruttiva alternativa di governo anche in Sardegna – dice Muroni –. La proposta del fronte unico "Pè à Corsica" ha potuto beneficiare di anni di atti concreti e scelte coraggiose, di rottura. Il progetto è arrivato alla prova del governo negando ogni collaborazione e alleanza con i movimenti francesi, mettendo da parte gruppetti, personalismi e false divisioni ideologiche, governando nell'interesse del popolo e non strizzando l'occhio alle clientele e alle carriere personali. Questa è la stessa strada che anche noi indichiamo da tempo per la Sardegna, senza deroghe, con serietà, senza cedimenti. Ci siamo presentati lanciando un appello di dialogo a tutti i sardi che si riconoscono in valori democratici, ispirati alla solidarietà, al buon governo, alla coesione sociale, all'accoglienza, alle buone pratiche. Non basta essere sardi, certamente, per cambiare il verso a una gestione della cosa pubblica che non funziona e crea disparità sociali. È questo che vogliamo chiarire a proposito del dibattito in corso a proposito dell'unità del mondo che guarda ai valori dell'autodeterminazione, del sovranismo e dell'indipendentismo. Un'unità che noi auspichiamo e che vogliamo favorire».
Progetto Autodeterminatzione. Il progetto di cui fanno parte Rossomori, Sardos, Sardegna Possibile, Liberu, Sardigna Natzione, Irs, Gentes e Comunidades, interviene sul voto in Corsica attraverso il suo portavoce Anthony Muroni. «Salutiamo con soddisfazione il grande successo elettorale delle forze autonomiste corse, un esempio al quale guardare per organizzare una costruttiva alternativa di governo anche in Sardegna – dice Muroni –. La proposta del fronte unico "Pè à Corsica" ha potuto beneficiare di anni di atti concreti e scelte coraggiose, di rottura. Il progetto è arrivato alla prova del governo negando ogni collaborazione e alleanza con i movimenti francesi, mettendo da parte gruppetti, personalismi e false divisioni ideologiche, governando nell'interesse del popolo e non strizzando l'occhio alle clientele e alle carriere personali. Questa è la stessa strada che anche noi indichiamo da tempo per la Sardegna, senza deroghe, con serietà, senza cedimenti. Ci siamo presentati lanciando un appello di dialogo a tutti i sardi che si riconoscono in valori democratici, ispirati alla solidarietà, al buon governo, alla coesione sociale, all'accoglienza, alle buone pratiche. Non basta essere sardi, certamente, per cambiare il verso a una gestione della cosa pubblica che non funziona e crea disparità sociali. È questo che vogliamo chiarire a proposito del dibattito in corso a proposito dell'unità del mondo che guarda ai valori dell'autodeterminazione, del sovranismo e dell'indipendentismo. Un'unità che noi auspichiamo e che vogliamo favorire».
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