Bonifiche, c’è la svolta Vertice in Regione
di Gianni Bazzoni
A gennaio l’assessorato all’Ambiente incontrerà Syndial e Provincia Si punta all’avvio del risanamento delle aree inquinate di tutta la zona
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SASSARI. Chissà che non sia la volta buona per sciogliere gli ultimi nodi e dare via libera al “Progetto Nuraghe”, l’atto più importante tra quelli previsti per le bonifiche nell’ex Petrolchimico di Porto Torres. L’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e la Provincia di Sassari hanno convocato per il 18 gennaio 2018, alle 10.30 nella sede della Regione a Cagliari (via Roma 80), la conferenza di servizi per «coordinare e semplificare i procedimenti amministrativi del Via e dell’Aia relativi al Progetto Nuraghe - Fase 1».
Non ci sono ulteriori dettagli, ma sembra certo che nell’ambito della conferenza del 18 gennaio verranno esaminate le integrazioni richieste da Regione e Provincia alla Syndial, la società del gruppo Eni che gestisce la parte relativa ai progetti di risanamento ambientale.
É passato un po’ di tempo dall’ultima riunione che risale al 29 marzo del 2017, e in quella occasione erano state sollecitate una serie di integrazioni che sono pervenute agli uffici di valutazione di Regione e Provincia il 15 settembre. Da quel giorno sono trascorsi quasi altri tre mesi con un silenzio preoccupante che è stato denunciato - proprio nei giorni scorsi - dalle organizzazioni sindacali ai vari livelli. Ora la comunicazione ufficiale della convocazione della Conferenza di servizi per il 18 gennaio, con la speranza che da quel momento in poi si possa entrare davvero nella fase operativa attesa dal territorio, non solo per l’avvio delle attività di risanamento delle aree inquinate ma anche per la creazione di opportunità occupazionali e di prospettive di insediamenti futuri.
Al momento si può solo prendere atto del fatto che anche il 2017 se ne sta andando senza che siano stati aperti i cantieri per le bonifiche. Il territorio ha combattuto una battaglia importante per pretendere che in quello spazio di fronte al mare dell’Asinara si faccia pulizia. Una bonifica seria, sostenuta da una normativa chiara che prevede senza possibilità di errore che chi inquina paga. Il progetto per gli interventi di risanamento ambientale era stato approvato nella conferenza di servizi del gennaio 2016, a settembre dello stesso anno il ministero dell’Ambiente ha emesso il decreto di via libera delle opere. Sembrava cosa fatta, e invece è trascorso un altro anno con un confronto segnato da date sempre più lontane da un appuntamento all’altro.
Così si è arrivati alla fine del 2017 con la convinzione che si poteva fare tutto meglio, con tempi più stretti. Ora si guarda al 18 gennaio 2018 e il nord Sardegna ha l’obbligo di prestare attenzione a quell’appuntamento, perché le bonifiche rappresentano una priorità per il territorio. Ancora di più dopo lo smantellamento del sistema industriale e l’apertura di una porta che guarda all’innovazione, alle biotecnologie, alle opportunità che le aree risanate possono offrire se inserite in progetti di sviluppo collegati al porto di Porto Torres che ha una posizione strategica nel Mediterraneo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non ci sono ulteriori dettagli, ma sembra certo che nell’ambito della conferenza del 18 gennaio verranno esaminate le integrazioni richieste da Regione e Provincia alla Syndial, la società del gruppo Eni che gestisce la parte relativa ai progetti di risanamento ambientale.
É passato un po’ di tempo dall’ultima riunione che risale al 29 marzo del 2017, e in quella occasione erano state sollecitate una serie di integrazioni che sono pervenute agli uffici di valutazione di Regione e Provincia il 15 settembre. Da quel giorno sono trascorsi quasi altri tre mesi con un silenzio preoccupante che è stato denunciato - proprio nei giorni scorsi - dalle organizzazioni sindacali ai vari livelli. Ora la comunicazione ufficiale della convocazione della Conferenza di servizi per il 18 gennaio, con la speranza che da quel momento in poi si possa entrare davvero nella fase operativa attesa dal territorio, non solo per l’avvio delle attività di risanamento delle aree inquinate ma anche per la creazione di opportunità occupazionali e di prospettive di insediamenti futuri.
Al momento si può solo prendere atto del fatto che anche il 2017 se ne sta andando senza che siano stati aperti i cantieri per le bonifiche. Il territorio ha combattuto una battaglia importante per pretendere che in quello spazio di fronte al mare dell’Asinara si faccia pulizia. Una bonifica seria, sostenuta da una normativa chiara che prevede senza possibilità di errore che chi inquina paga. Il progetto per gli interventi di risanamento ambientale era stato approvato nella conferenza di servizi del gennaio 2016, a settembre dello stesso anno il ministero dell’Ambiente ha emesso il decreto di via libera delle opere. Sembrava cosa fatta, e invece è trascorso un altro anno con un confronto segnato da date sempre più lontane da un appuntamento all’altro.
Così si è arrivati alla fine del 2017 con la convinzione che si poteva fare tutto meglio, con tempi più stretti. Ora si guarda al 18 gennaio 2018 e il nord Sardegna ha l’obbligo di prestare attenzione a quell’appuntamento, perché le bonifiche rappresentano una priorità per il territorio. Ancora di più dopo lo smantellamento del sistema industriale e l’apertura di una porta che guarda all’innovazione, alle biotecnologie, alle opportunità che le aree risanate possono offrire se inserite in progetti di sviluppo collegati al porto di Porto Torres che ha una posizione strategica nel Mediterraneo.
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