Il generale Manca: «Una strada obbligata»
«Una strada obbligata, sarebbe stato scandaloso se fosse andata a finire diversamente». Sorride, il generale dell’esercito Nicolò Manca (nella foto), primo comandante sardo della Brigata Sassari, a...
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«Una strada obbligata, sarebbe stato scandaloso se fosse andata a finire diversamente». Sorride, il generale dell’esercito Nicolò Manca (nella foto), primo comandante sardo della Brigata Sassari, a riposo dal 1998. Sorride come a volersi rilassare dopo tanto pressing fatto per vedere i militari al lavoro nella nuovissima caserma di Pratosardo. «Se c’è da andare in missione all’estero, noi siamo sempre pronti a partire – sottolinea –, ma se c’è da tornare a casa, perché non poter tornare nella propria casa?». Un messaggio chiaro per i tanti militari sardi che lavorano fuori e che a Nuoro potrebbero tornare presto, anche se non è dato sapere se Pratosardo ospiterà un reparto di artiglieria o un reparto trasmissioni. «Certo è che bisogna farla finita con questa storia dell’inquinamento – alza la voce il generale Manca –. La verità è che la Commissione sull’uranio impoverito ha fatto un buco nell’acqua». Parole dette più volte dal comandante della Brigata Sassari. «Molti sardi sanno – aveva ribadito anche di recente – che a Nuoro da tempo è stata ultimata la caserma di Pratosardo destinata ad accogliere, unitamente alla Riva Villasanta di Cagliari, i due reggimenti che mancano alla Brigata (in concreto: un migliaio di soldati). A causa dei continui rinvii e malgrado alcune smentite ministeriali si vocifera e si paventa che la caserma possa essere destinata ad accogliere migranti». Una possibilità che da ieri non esiste più. (l.p.)
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