Pigliaru loda la manovra: così l’isola potrà crescere
di Alessandro Pirina
Il Consiglio ha votato gli ultimi articoli: l’approvazione finale sarà il 9 gennaio L’assessore Paci: i 7,7 miliardi della Finanziaria potranno essere spesi da subito
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CAGLIARI. Lavoro, politiche sociali, agricoltura, università. Sono questi i quattro pilastri della Finanziaria regionale da 7,7 miliardi di euro. Ieri sono stati votati gli ultimi articoli della legge di bilancio, ma il via libera definitivo alla manovra è previsto per il 9 gennaio, senza incorrere nell’esercizio provvisorio. Ed è questa la prima soddisfazione che si è preso l’assessore al Bilancio, Raffaele Paci. «Essere puntuali è importante perché si dà la possibilità agli assessorati di poter spendere da subito, risultato per il quale ringraziamo tutto il Consiglio regionale. Non può essere solo la giunta a fare tutte le valutazioni, è all'interno del dibattito che si fanno interventi qualificati». Parole simili le pronuncia anche il governatore Francesco Pigliaru. «Questa Finanziaria ha un segno molto preciso e la parola chiave è inclusione – afferma –. Siamo riusciti a costruire dentro la manovra uno spazio importante per occuparci dei più deboli, di chi ha in questo momento più bisogno, per non lasciare nessuno indietro. Tutto questo mantenendo lo sguardo lungo sul futuro come dimostrano gli investimenti per le nuove generazioni, dalla scuola all’università sino alla ricerca, così come quelli mirati a innescare meccanismi virtuosi di crescita e sviluppo».
Lavoro. Il primo punto della manovra è il lavoro. La Cgil aveva chiesto un piano straordinario di 100 milioni di euro, la giunta ne ha stanziati 127. «La manovra – spiega Paci – punta a potenziare la ripresa rafforzando il tessuto economico, sociale e lavorativo della Sardegna». Sul lavoro l’assessore annuncia che già a cavallo delle festività sono previsti incontri tra i sindacati e la maggioranza per riempire il Piano di contenuti.
Sociale. Il Reis è stato uno dei temi più dibattuti all’interno della stessa maggioranza. In più di una occasione Mdp Articolo 1 aveva minacciato il no alla manovra se non fosse stato incrementato il reddito di inclusione sociale. La richiesta, anche su sollecitazione dell’Anci, è stata accolta e il Reis passa da 30 a 45 milioni di euro annui, che vanno ad aggiungersi ai 30 milioni statali del Rei. In totale, dunque, i Comuni potranno usufruire di 75 milioni, a fronte di un fabbisogno di 66.
Altri interventi. Nella manovra 600 milioni di euro per il Fondo unico per i Comuni, più altri stanziamenti che innalzano l’importo complessivo per gli enti locali a oltre un miliardo e 300 milioni. E ancora 26 milioni per i lavori pubblici nei comuni, 10 milioni per le borse di studio Ersu che portano a 22 la dotazione complessiva, 3,7 milioni per l’acquisto di sangue, 2,3 milioni all’anno per il contratto integrativo di medici di famiglia, 3,4 milioni per Arst. E poi 20 milioni per il settore non ovicaprino, 2,4 milioni all’anno per tre anni per il patrimonio culturale. Ancora, il piano neve da 1,5 milioni con 500mila euro all’anno per tre anni ai comuni montani per lo sgombero, 100mila euro all’anno per tre anni ai centri antiviolenza, altri 100mila per la lotta contro il gioco d’azzardo, 70mila euro per l’abbattimento dei costi di trasporto verso le isole minori. «Ora è il momento di correre, per dare in fretta le risposte che i sardi aspettano», aggiunge Paci. «È una finanziaria che entra in sintonia con i sardi e risponde alle questioni sociali più urgenti: lavoro, povertà, scuola – aggiunge Franco Sabatini, presidente della commissione Bilancio – Da uomo di centrosinistra la giudico una manovra coerente con i principi a cui si ispira la mia azione politica».
Opposizione all’attacco. Parla invece di occasione sprecata il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis. «Un provvedimento che non contribuisce a risolvere le emergenze della Sardegna. Anzi, tende ad aumentare le difficoltà delle famiglie, vista la mancanza di interventi per il lavoro e volti ad arginare la povertà sempre più galoppante. La manovra in realtà contiene al suo interno solo finanziamenti a pioggia, che sono stati varati – conclude Pittalis - solo per mettere a tacere i mal di pancia di una maggioranza sempre più litigiosa e allo sbando».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lavoro. Il primo punto della manovra è il lavoro. La Cgil aveva chiesto un piano straordinario di 100 milioni di euro, la giunta ne ha stanziati 127. «La manovra – spiega Paci – punta a potenziare la ripresa rafforzando il tessuto economico, sociale e lavorativo della Sardegna». Sul lavoro l’assessore annuncia che già a cavallo delle festività sono previsti incontri tra i sindacati e la maggioranza per riempire il Piano di contenuti.
Sociale. Il Reis è stato uno dei temi più dibattuti all’interno della stessa maggioranza. In più di una occasione Mdp Articolo 1 aveva minacciato il no alla manovra se non fosse stato incrementato il reddito di inclusione sociale. La richiesta, anche su sollecitazione dell’Anci, è stata accolta e il Reis passa da 30 a 45 milioni di euro annui, che vanno ad aggiungersi ai 30 milioni statali del Rei. In totale, dunque, i Comuni potranno usufruire di 75 milioni, a fronte di un fabbisogno di 66.
Altri interventi. Nella manovra 600 milioni di euro per il Fondo unico per i Comuni, più altri stanziamenti che innalzano l’importo complessivo per gli enti locali a oltre un miliardo e 300 milioni. E ancora 26 milioni per i lavori pubblici nei comuni, 10 milioni per le borse di studio Ersu che portano a 22 la dotazione complessiva, 3,7 milioni per l’acquisto di sangue, 2,3 milioni all’anno per il contratto integrativo di medici di famiglia, 3,4 milioni per Arst. E poi 20 milioni per il settore non ovicaprino, 2,4 milioni all’anno per tre anni per il patrimonio culturale. Ancora, il piano neve da 1,5 milioni con 500mila euro all’anno per tre anni ai comuni montani per lo sgombero, 100mila euro all’anno per tre anni ai centri antiviolenza, altri 100mila per la lotta contro il gioco d’azzardo, 70mila euro per l’abbattimento dei costi di trasporto verso le isole minori. «Ora è il momento di correre, per dare in fretta le risposte che i sardi aspettano», aggiunge Paci. «È una finanziaria che entra in sintonia con i sardi e risponde alle questioni sociali più urgenti: lavoro, povertà, scuola – aggiunge Franco Sabatini, presidente della commissione Bilancio – Da uomo di centrosinistra la giudico una manovra coerente con i principi a cui si ispira la mia azione politica».
Opposizione all’attacco. Parla invece di occasione sprecata il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis. «Un provvedimento che non contribuisce a risolvere le emergenze della Sardegna. Anzi, tende ad aumentare le difficoltà delle famiglie, vista la mancanza di interventi per il lavoro e volti ad arginare la povertà sempre più galoppante. La manovra in realtà contiene al suo interno solo finanziamenti a pioggia, che sono stati varati – conclude Pittalis - solo per mettere a tacere i mal di pancia di una maggioranza sempre più litigiosa e allo sbando».
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